In Georgia la sfida per il seggio più importante d’America

È terminata la corsa elettorale per il Congresso più costosa della storia: oggi in Georgia il giovane democratico Jon Ossoff — che ha convogliato nei sobborghi settentrionali di Atlanta l’entusiasmo (e i soldi) della resistenza antitrumpiana di tutto il Paese — cercherà di conquistare il seggio storicamente conservatore lasciato libero da Tom Price, nominato a febbraio segretario alla Salute da Trump. Sulla strada della rivincita democratica che ha portato il Sesto Distretto della Georgia sotto la lente degli analisti politici americani, il trentenne Ossoff troverà l’ex segretario di Stato della Georgia Karen Handel, 55 anni, sostenuta dall’establishment conservatore e sopravvissuta alle primarie del 19 aprile contro dieci compagni di partito. Quel giorno Ossoff — un documentarista investigativo con qualche anno di esperienza nello staff del deputato afroamericano (uno dei due buddisti del Congresso) della Georgia Hank Johnson — sfiorò l’impresa, mancando di appena due punti la soglia del 50% che gli avrebbe permesso di evitare il secondo turno e di conquistare un distretto da quarant’anni in mano ai repubblicani: l’ultima vittoria democratica risale al 1977, quando il giovane candidato non era ancora nato.

Negli ultimi giorni, i pesi massimi del Partito repubblicano hanno fatto campagna per fermare la corsa di Ossoff, contestando la pioggia di «soldi liberal» che ha invaso la Georgia — i due candidati e i gruppi che li sostengono hanno speso in totale 51 milioni di dollari, una cifra mai vista in Congresso: Ossoff, da solo, ne ha raccolti 23, contro i 5 dell’avversaria — e cercando di restituire fiducia ai conservatori scontenti dell’amministrazione Trump. I democratici, che con Ossoff corrono su posizioni centriste, hanno bisogno invece di una vittoria che possa ridare speranza a un elettorato deluso dalle recenti sconfitte in Kansas e Montana: perdere di misura sarebbe comunque un segnale incoraggiante, ma la riconquista della maggioranza in Congresso passa necessariamente per una vittoria nei sobborghi di Atlanta.

Tuttavia, la sfida di oggi è soprattutto un referendum su Trump: un’affermazione di Ossoff – che resta comunque difficile — sarebbe un campanello d’allarme per i repubblicani e servirebbe a dare forza ai democratici, che dal giorno successivo, sull’esempio georgiano, punteranno ad «attaccare» distretti conservatori in Arizona, Florida, Illinois, Michigan e New Jersey. Intanto, mentre Ossoff è impegnato negli ultimi comizi, in California un veterano della marina che ha vinto 266 milioni alla lotteria, Gil Cisneros, sta valutando se sfidare il deputato repubblicano Ed Royce: un’altra storia di resistenza nell’America di Trump.

Corriere della Sera, 20 giugno 2017

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