Donald Trump visto dagli altri

Sebbene sia entrato alla Casa Bianca soltanto da cinque mesi, la presidenza di Donald Trump ha già avuto un impatto rilevante nella visione che il resto del mondo ha degli Stati Uniti. È quanto rileva una ricerca del Pew Research Center pubblicata lunedì, che evidenzia come le politiche e le promesse elettorali del presidente americano siano ampiamente impopolari in tutto il pianeta e abbiano influenzato negativamente (e in tempi rapidi) l’opinione che 37 Paesi in tutto il mondo hanno nei confronti degli Stati Uniti. Secondo l’analisi del think thank indipendente con sede a Washington – che ha intervistato oltre 40 mila persone – a livello globale soltanto il 22 per cento degli intervistati ritiene che Trump sarà in grado di prendere le giuste decisioni in politica estera mentre, sul finire della sua presidenza, Barack Obama si attestava invece al 64 per cento. Oltre ai Paesi africani, che in generale hanno fiducia in Trump, picchi di approvazione si registrano solamente in Russia (53 per cento), Filippine (69 per cento), Vietnam (58 per cento) e Israele (56 per cento). La fiducia è invece molto bassa in Medio Oriente, dove – nonostante l’approvazione di Israele – la mediana si attesta al 15 per cento; in Centro e Sud America, dove la mediana è al 14 per cento trainata dal 5 per cento messicano; e in Europa, dove la fiducia mediana è al 18 per cento. Se però Spagna, Svezia, Germania e Francia si attestano fra il 7 e il 14 per cento, in Italia il 25 per cento degli intervistati ha fiducia in Trump: un dato che la avvicina alle posizioni dei Paesi dell’Est Europa interpellati, Ungheria e Polonia, che sono rispettivamente al 23 e al 29 per cento.

Trasferendo i dati dai grafici a una mappa mondiale e confrontandoli con le precedenti amministrazioni Obama (rilevamento effettuato fra il 2014 e il 2016) e George W. Bush (fra il 2005 e il 2008) si nota inoltre un evidente cambiamento geopolitico. Se la fiducia che quest’ultimo prendesse decisioni corrette in politica estera era inferiore al 50 per cento in quasi tutti i Paesi del mondo – con picchi in Messico, Sud America ed Europa e l’eccezione di alcuni Paesi africani – nel caso di Obama erano solo due i Paesi evidenziati in arancione scuro (fiducia inferiore al 20%) sulla mappa: Russia e Giordania. Con Trump la situazione si è capovolta: ad avere fiducia nelle scelte del presidente americano sono solamente la Russia (per la prima volta), Israele, le Filippine e, di nuovo, i Paesi africani. Fra tutti e 37 i Paesi, però, soltanto Russia e Israele preferiscono Trump al suo predecessore Barack Obama.

Da gennaio, mese in cui Trump si è insediato, il gradimento degli Stati Uniti è crollato in tutto il mondo, con un picco del -36 per cento in Messico: sotto la presidenza Obama aveva un gradimento del 66 per cento, crollato al 30 per cento dopo la campagna elettorale di Trump, incentrata fra le altre cose sulla costruzione di un muro al confine fra i due Paesi. All’opposto, l’opinione degli Stati Uniti è aumentata notevolmente in Russia, altro Paese al centro della contesa elettorale del 2016, dove è passata dal 15 per cento al 41 per cento. Gli unici altri Paesi in cui gli Stati Uniti hanno guadagnato consensi sono Ungheria, Nigeria, Grecia e Vietnam.

Nel mondo, tuttavia, Trump è generalmente considerato un leader forte e abbastanza carismatico, ma assolutamente non qualificato per fare il presidente e non attento alle “persone comuni”. Anche in questo caso, le posizioni italiane sono molto vicine a quelle di Ungheria e Polonia e distanti da Francia, Germania e Regno Unito, mentre gli unici a ritenere Trump adatto a guidare gli Stati Uniti sono Russia, Vietnam, Filippine, Israele, Nigeria e Ghana.

Lo stesso presidente, però, è considerato arrogante, intollerante e pericoloso in quasi tutto il mondo, con l’eccezione di pochissimi Paesi fra i quali Russia, India, Nigeria e Ghana: sono ben 26 su 37 i Paesi in cui la maggioranza degli intervistati ritiene Donald Trump pericoloso.

Dallo studio del Pew Research Center emerge soprattutto un dato preoccupante per gli Stati Uniti, che sembrano aver perso la propria leadership mondiale a favore della Germania di Angela Merkel: a livello globale, fra i quattro principali leader mondiali, la cancelliera tedesca ha un gradimento mediano del 42 per cento, contro il 28 del presidente cinese Xi Jinping, il 27 di quello russo Vladimir Putin e il 22% di Donald Trump: fra i 37 Paesi interpellati, gli unici in cui il presidente americano trova sostegno sono Russia, Filippine, Vietnam, Israele, Nigeria, Kenya e Tanzania. Solo nelle Filippine e in Africa, però, Trump resta il punto di riferimento principale fra i leader mondiali.

Corriere della Sera, 29 giugno 2017

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