Matrimonio da favola, ma senza invitati: in America dilaga l’«elopement»

La pressione di un matrimonio tradizionale può essere spesso difficile da gestire per una coppia: le imposizioni o l’opposizione delle famiglie di origine, la scelta degli invitati, la spesa ingente, la cura dei dettagli e, perché no, la paura del confronto con altre cerimonie. Per questo, ma non solo, si è diffusa negli anni la cultura dell’elopement, il matrimonio celebrato di nascosto e da soli, o al massimo con un pugno di invitati chiamati a condividere il grande giorno con gli sposi. Ma i tempi cambiano e, scrive il New York Times, «sono passati i giorni in cui elopement significava quasi sempre una corsa improvvisa al municipio cittadino. Oggi il matrimonio segreto è molto spesso pianificato nei dettagli dalle coppie, che organizzano cerimonie costose con mesi di anticipo: cercano scenari da sogno, il vestito perfetto, un fioraio in grado di realizzare il bouquet giusto e un fotografo che scatti una foto da condividere». Mancano soltanto gli inviti spediti a un centinaio di amici e parenti stretti, che verranno a conoscenza del matrimonio attraverso una foto postata su Instagram o Facebook, con il commento «We eloped»: ci siamo sposati in segreto. Statistiche non ce ne sono, precisa il Times, ma c’è un fattore che conferma l’aumento dell’elopement negli ultimi anni: la nascita — soprattutto in luoghi romantici come New York, Parigi o le Hawaii — di un’industria collaterale composta da fotografi freelance e organizzatori di matrimoni segreti, che arrivano a intervistare gli sposi per scrivere testi su misura da leggere alla cerimonia che poi officeranno. Uno di questi è Eloping is Fun, una piccola agenzia fondata da una coppia di Brooklyn nel 2014: nel primo anno hanno celebrato 20 matrimoni, lo scorso anno sono arrivati a 60. Insomma, i matrimoni segreti si evolvono, ma a restare uguale è il principale aspetto negativo, spiega il Times: «I genitori sono spesso addolorati quando lo scoprono, perché vedono infrangersi il sogno di condividere con i figli uno fra i più importanti riti di passaggio della vita».

Corriere della Sera, 16 luglio 2017 (rassegna stampa)

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