Usa, il senatore John McCain ha un grave tumore al cervello

Soltanto pochi giorni fa, i problemi di salute di John McCain sembravano soprattutto una questione politica: l’operazione a cui il senatore dell’Arizona si era sottoposto alla Mayo Clinic di Phoenix per rimuovere un coagulo di sangue dall’occhio sinistro aveva costretto i repubblicani a rimandare il voto in Senato sulla riforma sanitaria che avrebbe dovuto sostituire l’Obamacare, naufragata poi a causa delle defezioni che hanno fatto mancare la maggioranza al testo voluto dalla Casa Bianca. Dagli esami successivi all’operazione, invece, è emerso che il popolare senatore ottantenne — che sfidò Barack Obama per la presidenza nel 2008 e che ha guidato la resistenza repubblicana contro Donald Trump — ha una «grave e aggressiva» forma di tumore al cervello, un glioblastoma evidenziato da alcuni test effettuati su campioni di tessuto. Lo stesso che ha ucciso il senatore Ted Kennedy nel 2009.

A renderlo noto è stato lo stesso ospedale su richiesta della famiglia, specificando che McCain sta ora valutando le cure da seguire, che dovrebbero prevedere una chemioterapia e una radioterapia. Tuttavia, specifica il comunicato della Mayo Clinic, «il senatore si sta riprendendo incredibilmente bene dall’operazione, e la sua salute di base è eccellente». Per McCain non si tratta della prima battaglia contro il cancro, come ha ricordato la figlia Meghan in un comunicato pubblicato su Twitter in cui spiega che, anche in questi giorni, quello più calmo e fiducioso in famiglia resta proprio il padre. «È la persona più tosta che conosco, e neanche il nemico più crudele può spezzarlo», scrive la figlia, commentatrice politica della destra americana, divenuta celebre grazie al blog in cui raccontava la seconda campagna presidenziale del genitore nel 2008. «Il cancro può colpirlo in molti modi, ma lui non si arrenderà». Sulla stessa linea è il messaggio del presidente Donald Trump, di cui McCain è stato fermo oppositore sin dalle primarie repubblicane dello scorso anno. «Il senatore John McCain è sempre stato un combattente», si legge. «Melania ed io inviamo i nostri pensieri e le nostre preghiere a lui, a Cindy e alla famiglia intera, augurandogli di rimettersi presto».

Nato in una famiglia di militari, McCain ha combattuto in Vietnam ed è stato rinchiuso per quasi sei anni in un carcere di Hanoi dopo che il suo aereo fu abbattuto dall’esercito del Nord nel 1967: le torture subite in quegli anni hanno lasciato danni permanenti sul suo fisico, al punto — si raccontava durante la campagna elettorale del 2008 — da impedirgli di pettinarsi alzando le braccia sopra la testa. Tornato negli Stati Uniti, si trasferì in Arizona dove fu eletto per la prima volta deputato nel 1982. Quattro anni più tardi conquistò il seggio lasciato libero da Barry Goldwater ed entrò in Senato, dove negli anni si è guadagnato il rispetto dell’establishment e della base del proprio partito, ma anche quello degli avversari. Nel 2000 ha provato per la prima volta la corsa alla Casa Bianca, perdendo le primarie contro il futuro presidente George W. Bush. Otto anni più tardi ha ottenuto la nomination repubblicana, ma è stato sconfitto insieme alla governatrice dell’Alaska Sarah Palin da Barack Obama in una delle corse elettorali più emozionanti degli ultimi decenni. Proprio dall’ex presidente è arrivato uno dei messaggi più incoraggianti: «Il cancro non sa chi ha a che fare», ha twittato Obama. «Mandalo all’inferno, John».

Corriere della Sera, 20 luglio 2017

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