Il nuovo film di Clint Eastwood racconta la storia di Richard Jewell, una guardia giurata che sventò un attentato durante le Olimpiadi di Atlanta del 1996 ma fu trasformato – dai sospetti dell’Fbi e poi dalla stampa – nel presunto terrorista. Come raccontava Massimo Gaggi sul Corriere, quello di Eastwoord – notoriamente conservatore – è un «film dal sapore politico che, a meno di un anno dalle elezioni presidenziali, prende di mira le due bestie nere di Donald Trump: la stampa e i poliziotti federali che indagano su di lui».

No spoiler (o quasi). Qua non sveliamo il resto della trama, ma parliamo soltanto una polemica che si sta trascinando da settimane. Nel film, la giornalista dell’Atlanta Journal-Constitution Kathy Scruggs offre alle sue fonti sesso in cambio di informazioni, anche se nella vita reale non ci sono prove che sia successo davvero. Questa rappresentazione ha suscitato reazioni decise (e politiche):

  • La difesa: il giornalista di Fox News Jesse Watters, ha sostenuto che sia sempre successo, a Hollywood e nella vita reale. L’esempio portato è quello di Ali Watkins, una giornalista del New York Times 27enne che ammise di avere una relazione con l’assistente di un membro della commissione intelligence del Senato. Il commento di Watters, tuttavia, è stato definito sessista anche da suoi colleghi conservatori.
  • L’accusa: molte colleghe di Scruggs si sono ribellate al cliché. «Al massimo riceviamo molestie», hanno detto. «Pensare a come proteggermi durante il processo giornalistico è diventata una parte fondamentale del mio lavoro», scrive sul Guardian Ankita Rao. «Gran parte delle donne che lavorano nell’industria analizzano i messaggi che mandano per essere sicure che non siano male interpretati, e scelgono con attenzione i vestiti che indossano durante le interviste, i mezzi di trasporto e l’alloggio».

Secondo uno studio dell’International Women’s Media Fondation, il 58% delle giornaliste è stato minacciato o molestato, mentre il 28% ha subito un assalto. Insomma, tutta un’altra storia rispetto a quella racconta da Eastwood, che invece ha scelto, dice Rao, di perpetuare uno stereotipo malizioso e ipocrita che «serve solo a rendere le nostre vite più difficili».

Corriere della Sera, 17 dicembre 2019 (newsletter AmericaCina)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...