Nel 2019 vince il mondiale, è (co)capitana degli Usa e (co)capocannoniera. Esattamente come Megan Rapinoe, che però si prende la scena con la sua dirompente forza politica. Eppure, insieme alle sue compagne, anche Alex Morgan – una perfetta brava ragazza californiana della porta accanto – non va alla Casa Bianca a festeggiare il mondiale con Trump ed è in prima linea nella battaglia per equità dei compensi fra uomini e donne e diritti civili. Dopo il mondiale, il colpo di scena: a ottobre annuncia che con il marito Servando Carrasco (calciatore anche lui, meno famoso) aspetta una bambina, che nascerà in aprile. Ovvero, come (tentare di) conciliare carriera, vita privata e battaglie pubbliche in un solo anno (da sogno). Ha 30 anni, ha segnato 107 gol con la maglia della nazionale americana e – con il suo elastico rosa fra i capelli imitato da tutte le aspiranti calciatrici d’America e non solo – è sempre stata una stella. Quest’anno, forse, ha deciso di essere anche qualcosa di più.

«Mi sembra che ci sia una sorta di doppio standard nello sport per le donne, come se dovessimo essere umili nei nostri successi e non dovessimo esagerare con i festeggiamenti, come se ogni cosa che facciamo debba essere fatta in maniera limitata».

Corriere della Sera, 31 dicembre 2019

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