Bernie Sanders non si aspettava una notte così complicata. Il senatore del Vermont pensava di avere la strada per la nomination spianata, ma non aveva fatto i conti con il consolidamento del fronte moderato. Ha tenuto solo in Vermont, il suo Stato, e a Ovest del Mississippi, mentre Biden ha dilagato in Stati che solo tre giorni fa sembravano un miraggio. O dove non aveva mai messo piede, come il Tennessee.

Parlando ai suoi sostenitori a Essex Junction, Vermont, Sanders ha ribadito che sconfiggerà Trump e ha attaccato Biden senza nominarlo, ma – come ha mostrato anche una mail del suo staff dai toni più blandi del solito – l’arroganza delle ultime settimane è un po’ svanita. «L’establishment politico ha fatto la sua scelta: chiunque tranne Sanders», ha scritto il campaign manager Faiz Shakir.

Eppure poteva anche andare peggio. L’early voting sembrerebbe aver penalizzato Biden in California e Colorado, dove c’è stato un altissimo ricorso al voto anticipato. Gran parte di quelle preferenze è stata espressa prima che i moderati si compattassero, e Biden non ha potuto beneficiare della giravolta politica avvenuta nel weekend. In California, circa 4 milioni di elettori hanno votato in anticipo: molte preferenze sono finite a candidati già usciti dalla corsa – circa il 15% – e sono voti buttati che non saranno riassegnati.

Corriere della Sera, 4 marzo 2020 (Newsletter AmericaCina)

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