Per comprendere le motivazioni delle proteste in Michigan contro il lockdown bisogna partire dalla storia di Charles Johnson, un 46enne che lavora per una fabbrica di componenti in alluminio per i pickup della Ford. La fabbrica ha chiuso a marzo per rallentare la diffusione del coronavirus, e Johnson avrebbe dovuto restarsene a casa per una settimana. Dopo un mese, la governatrice democratica Gretchen Whitmer ha invece rafforzato le misure di sicurezza e il 46enne Johnson, senza lavoro per chissà quanto e ormai a corto di soldi, ha fatto richiesta di un sussidio di disoccupazione. «Quasi tutti quelli che conosco sono senza lavoro, o impegnati al massimo un paio d’ore a settimana», ha spiegato al Washington Post. Nella stessa situazione in Michigan ci sono oltre un milione di lavoratori, circa un quarto della forza lavoro dell’intero Stato: sulle loro spalle la crisi economica della pandemia pesa di più. E dalle loro scelte, ricordiamolo, dipende anche una buona parte delle elezioni di novembre.

Johnson e il milione di «Michigander» non possono lavorare da casa, e come loro due terzi degli americani. Come ha notato l’editorial board del Wall Street Journal, infatti, non tutti hanno l’opzione di lavorare da remoto. Secondo uno studio del Becker-Friedman Institute della University of Chicago, negli Stati Uniti solo il 37% dei lavori può essere fatto da casa, e sono quelli più remunerati: ottengono il 46% degli stipendi. Ci sono variazioni geografiche e di industria, ma dallo studio del Becker-Friedman Institute emerge che le richieste di riaprire l’economia non nascono dall’idea di mettere i profitti davanti alle persone – o per lo meno non solo, aggiungeremmo – quanto dal bisogno delle classi più deboli di lavorare per sopravvivere.

In un’economia basata sulla precarietà e con poche reti di protezione, il lavoro da remoto è un privilegio per pochi: il Journal li ha definiti “The Lucky Stay-at-Home 37%. Gli altri devono lavorare: in un mese oltre 22 milioni di americani hanno richiesto un sussidio di disoccupazione. La destra – incarnata dai commentatori di Fox News – ci ha marciato per fini politici, i fucili di Lansing erano forse un modo – sgarbato – di ricordare le libertà individuali su cui si fondano gli Stati Uniti e si sono presi tutta la scena, ma manifestazioni contro il lockdown sono spuntate ovunque: dal Kentucky all’Ohio, dalla North Carolina alla Pennsylvania.

Corriere della Sera, 17 aprile 2020 (Newsletter AmericaCina)

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