Il paradosso della crisi americana, la Borsa che vola mentre le piccole imprese sono sull’orlo del fallimento e la disoccupazione è ai livelli più alti dalla Seconda Guerra Mondiale, si può guardare anche attraverso le lenti delle imprese italiane negli Stati Uniti. È lo scontro titanico fra la Main Street delle piccole imprese e del retail, quelli più colpiti dalla crisi dovuta al coronavirus, e i colossi di Wall Street e Big Tech che invece continuano a marciare.

Uno scontro tradotto però in italiano: da un lato ci sono Gelato-Go e Pasta-Go, una piccola catena di gelaterie e ristoranti con punti vendita in Florida e California; dall’altro Fluidmesh, una compagnia italiana con sedi a Pisa, Milano e New York che realizza connessioni wireless negli ambienti più remoti della terra. Nel mezzo della pandemia, Gelato-go e Pasta-go sono stati costretti a chiudere i punti vendita per il lockdown, a tagliare il 70% dell’organico e a reinventarsi – con «resilienza» tutta italiana, ci dice da Miami il co-fondatore Alessandro Alvino: «sempre positivi rispetto a una situazione tragica» – puntando sulle consegne a domicilio e sul take-out. Fluidmesh, invece, ha fatto il salto ed è stata acquistata da Cisco, colosso tecnologico della Silicon Valley, una delle più grandi aziende al mondo, che non investiva in Italia dal 1998, quando acquistò Pirelli Photonics. Ecco le loro storie.

Corriere della Sera, 11 maggio 2020 (Newsletter AmericaCina)

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