Il barbiere di Owosso, Michigan, ha deciso di riaprire la sua bottega lunedì, sfidando il rigido lockdown imposto dalla governatrice democratica Gretchen Whitmer. Fra «rasori e pettini, lancette e forbici», a sorvegliare la barberia di Karl Manke, 77 anni, c’erano i membri della Michigan Home Guard, una milizia armata pronta a intervenire nel caso fosse arrivata la polizia, e qualche decina di manifestanti con indosso le magliette e i cappelli della campagna elettorale di Donald Trump. Non volevano un taglio di capelli, ha raccontato sarcasticamente il Washington Post, quanto contestare l’approccio della governatrice – definita un tiranno – nella lotta al coronavirus.

Quella di Owosso, 40 minuti d’auto dalla capitale Lansing, è l’ennesima protesta armata organizzata in Michigan, uno degli Stati più colpiti dalla pandemia ma anche l’ombelico politico di un Paese che corre verso un’aspra elezione presidenziale: nelle scorse settimane, per due volte, manifestanti armati sono entrati nel parlamento, senza mascherina, chiedendo di «liberare» lo Stato dalle misure di sicurezza che economicamente gravano sulle loro spalle; poi, nei giorni scorsi, un gruppo di cittadini afroamericani – guidati da un vigile del fuoco – ha scortato con le armi la deputata nera Sarah Anthony, 36 anni, che aveva dichiarato di sentirsi in pericolo.

Eppure, nonostante le proteste che richiamano le libertà individuali su cui si fonda il Paese, il 72% dei residenti del Michigan approva la gestione di Whitmer, che Biden sta valutando come possibile vice nella corsa alla presidenza e Trump ha invece preso come bersaglio, sminuendola con il soprannome «la donna del Michigan» e aizzando – insieme ad alcuni commentatori conservatori – le rivolte armate contro il lockdown. In ballo, per il presidente, c’è la Casa Bianca: nel 2016 in Michigan ottenne per 10 mila voti una vittoria fondamentale, ma i dati mostrano che l’elettorato si sta spostando a sinistra. Complicando – non poco – i piani di Trump.

Corriere della Sera, 13 maggio 2020 (Newsletter AmericaCina)

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