Nelle settimane in cui la pandemia ci ha segregati in casa e ha chiuso ogni frontiera, un messaggio di speranza ha attraversato in bottiglia — e in libertà — il confine fra Italia e Francia, depositandosi sulla spiaggia di La Franqui, un villaggio marittimo a 40 chilometri da Perpignan e quasi 500 da Ventimiglia. «La vita è bellissima, se te la sai godere», diceva il messaggio in bottiglia ritrovato da Océane Bazantay, una ragazza di 26 anni che lavora come barista in un «glamping», un campeggio di lusso, e che si è rivolta a Facebook per rintracciare il mittente. «Era il primo giorno dopo la fine del lockdown, stavo camminando sulla spiaggia alla ricerca di pezzi di legno e ho trovato la bottiglia nella sabbia», racconta al Corriere della Sera. «Non so da quanto fosse là, ma era mattina ed ero l’unica persona su una spiaggia lunga 8 chilometri: quando mi sono avvicinata ho visto il bigliettino, allora ho capito che c’era un messaggio e che dovevo aprirlo».

Una volta tornata a casa, Océane ha aperto la bottiglia e, grazie a Google, ha capito che si trattava di «un messaggio di pace e amore. Sorridevo — ci dice — e dopo due mesi di lockdown ero felice: solo che continuavo a domandarmi chi l’avesse inviato, e perché. L’ho condiviso sui social network con l’aiuto dei miei amici, e spero di avere qualche notizia». Uno di loro, il suo collega Sjoerd Bijkerk, l’ha girato al Corriere, chiedendoci di aiutarla a rintracciare il mittente di un messaggio «proveniente direttamente dall’Italia», che, come scrive Océane nel suo post, «in questo confino, fa caldo al cuore».

Ci siamo allora rivolti all’Istituto di Scienze Marine del Cnr, per capire da dove il messaggio potrebbe essere salpato. «La corrente del Tirreno circola in senso antiorario, per cui è possibile che, dall’Italia, un oggetto raggiunga la Costa Azzurra, e magari anche le coste meridionali della Spagna», ci dice Stefano Aliani, oceanografo che lavora nella sede di Lerici dell’Ismar. «Da un punto di vista puramente scientifico però non si può dimostrare in modo assoluto la provenienza: un’altra possibilità è una barca italiana di passaggio, oppure un rilascio locale. Senza un esperimento di dettaglio dedicato — conclude Aliani — è però impossibile stabilire le percentuali di probabilità».

Non è escluso, insomma, che il messaggio raccolto da Océane possa aver costeggiato il litorale italiano fino ad arrivare a La Franqui. Più difficile, ovviamente, è risalire alla data di partenza: di certo non ha navigato per 98 anni come il messaggio lanciato dalla Glasgow School of Navigation per un esperimento nel 1914, e ritrovato alle isole Shetland, nel mare del Nord, nel 2012; né 151 come quello inciso su una noce di cocco che un cacciatore di tesori giapponese alla deriva — Chunosuke Matsuyana — lasciò in un’isola del Pacifico meridionale nel 1784, e che ricomparve a Hirateremura, il suo villaggio natale, nel 1935.

Gli aneddoti sono tanti, storie che ondeggiano fra la leggenda, la burla e la trovata pubblicitaria finendo per influenzare la cultura popolare, dai racconti di Edgar Allan Poe ai Police. Se non è uno scherzo, però, una cosa possiamo provare a dedurla: a giudicare dall’entusiasmo, è probabile che il messaggio sia partito prima dell’epidemia.

Corriere della Sera, 20 maggio 2020

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