Oltre alle case di riposo e alle prigioni, il coronavirus ha avuto una grande diffusione nei mattatoi americani: la catena produttiva è andata in crisi, obbligando Trump a definire essenziali gli impianti di lavorazione della carne (ve ne parlammo qui). Ora che stanno riaprendo, però, i casi continuano ad aumentare e le società, a cominciare dal colosso Smithfield, preferiscono non rendere pubblici i dati. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention, a fine marzo si erano registrati 5 mila casi nei mattatoi americani, ma una no profit sostiene che siano ora almeno 17 mila, con 66 morti.

Corriere della Sera, 26 maggio 2020 (Newsletter AmericaCina)

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