Fra pandemia, crisi economica e tumulti, quasi ci siamo scordati che il 2020, negli Stati Uniti, è un anno elettorale. Nella notte sono arrivate due notizie:

In Iowa il deputato repubblicano Steve King – in carica da 18 anni – è stato sconfitto in una primaria a cinque dal senatore statale Randy Feenstra, che aveva ricevuto l’appoggio del partito locale e nazionale. King era uno dei politici più divisivi degli Stati Uniti, noto per le sue numerose affermazioni razziste in particolare contro gli immigrati e i musulmani, che avevano anticipato di anni la retorica trumpiana: era vicino ai suprematisti bianchi, e in passato aveva sostenuto un aspirante sindaco di Toronto vicino ai neonazisti. È stato scaricato dal partito, che temeva di lasciarsi sfuggire a novembre un seggio solidamente repubblicano.

A Ferguson, Missouri, Ella Jones è diventata il primo sindaco afroamericano della città, nonché la prima donna a guidare quello che nel 2014 divenne un avamposto delle rivolte razziali, esplose dopo l’omicidio del diciottenne afroamericano Michael Brown da parte di un poliziotto. Pastore della African Methodist Episcopal Church, 65 anni, Jones ha ottenuto una vittoria che è anche simbolica mentre in città e in tutti gli Stati Uniti continuano proteste, manifestazioni e scontri in nome di George Floyd.

Corriere della Sera, 3 giugno 2020 (Newsletter AmericaCina)

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