(Giuseppe Sarcina) Cresce la fronda anti Trump tra le vecchie glorie del partito repubblicano: George W. Bush, Jim Mattis, ieri Colin Powell e Condoleezza Rice. Ma è più insidioso il disagio dei senatori che temono di perdere il seggio a novembre: fronti aperti anche in stati insospettabili come Arizona e Montana (questo lo ha detto Marco Rubio in un incontro informale tra repubblicani). Il partito comincia a mettere in conto una possibile sconfitta alla Casa Bianca, ma vuole evitare la catastrofe totale, perdendo anche la maggioranza al Senato.

(Andrea Marinelli) Fra i manifestanti che ieri hanno sfilato davanti alla Casa Bianca chiedendo giustizia per George Floyd c’era anche Mitt Romney, senatore dello Utah ed ex candidato alla presidenza nel 2012, unico repubblicano ad aver votato a favore dell’impeachment di Trump a febbraio (sembra un secolo fa). Con quel voto Romney era diventato un paria nel partito, ma le sue posizioni ora sono molto più comuni fra i conservatori. «Abbiamo bisogno di una voce contro il razzismo, di molte voci», ha detto a chi gli chiedeva perché fosse là. In qualche modo, la sua presenza nelle strade di Washington è una prova che, oltre a chiedere giustizia per Floyd, queste manifestazioni erano anche (o soprattutto?) contro Trump.

Corriere della Sera, 8 giugno 2020 (Newsletter AmericaCina)

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