Lungo la Monument Avenue di Richmond, in Virginia, il confronto sulla giustizia razziale si sta facendo sempre più intenso, con il distretto storico dell’ex capitale confederata che si è trasformato in una moderna linea Mason-Dixon: da un lato della via cadono le statue confederate; dall’altro, nei giorni scorsi, è stata vandalizzata la statua di Arthur Ashe, primo tennista nero a rappresentare gli Stati Uniti in Coppa Davis. Un uomo avvolto in una bandiera americana ha tracciato con la vernice bianca l’acronimo WLM – ovvero White Lives Matter – su tutti i pilastri del monumento, ma la scritta è stata subito coperta da un’altra rossa, BLM (Black Lives Matter) e poi pulita ieri sera.

Corriere della Sera, 18 giugno 2020 (Newsletter AmericaCina)

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