Da solo contro il mondo bianco e conservatore della Nascar, appena dieci giorni fa Bubba Wallace aveva convinto il campionato automobilistico più amato nel Sud degli Stati Uniti a proibire la bandiera confederata. Ieri, nel garage all’interno del circuito di Talladega, in Alabama, un membro della sua squadra ha trovato un cappio, un messaggio intimidatorio che rimandava ai linciaggi subiti dai neri all’epoca della segregazione. «È uno spregevole atto di razzismo», ha affermato Wallace, unico pilota afroamericano della Nascar, che non ha visto il cappio. «Un promemoria di quanta strada ancora c’è da fare come società, e quanto dobbiamo persistere nella lotta contro il razzismo».

Con lui si è schierata l’organizzazione, che da anni provava a liberarsi del passato e da quel simbolo di segregazione, anche per fronteggiare il calo di spettatori e di seguito televisivo. «Siamo furiosi, e stiamo prendendo molto seriamente questo atto efferato», ha affermato in un comunicato la Nascar, annunciando un’indagine immediata per individuare il responsabile e cacciarlo. Al garage, infatti, avrebbe accesso soltanto il personale essenziale: squadre, funzionari Nascar, personale sanitario e della sicurezza.

Corriere della Sera, 22 giugno 2020 (Newsletter AmericaCina)

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