«Non ci sono ancora molte risposte», ha affermato ieri Steve Phelps, presidente dalla Nascar. Sebbene stiano indagando i federali, non si sa ancora chi abbia appeso un cappio nel box di Bubba Wallace – l’unico pilota nero che ha convinto l’organizzazione a proibire le bandiere confederate – all’interno del circuito di Talladega, in Alabama. Una risposta, emozionante, è arrivata però in pista. Ieri, prima della gara, tutti i piloti e i membri dei loro team hanno spinto la Chevrolet Camaro numero 43 di Wallace fino alla linea di partenza, in un corteo solenne che ricordava le grandi marce per i diritti civili. Wallace è uscito in lacrime dall’abitacolo, con la sua mascherina a stelle e strisce a proteggerlo dal virus ma non dall’emozione, ha poggiato la fronte sul tetto dell’auto e ha ricevuto il conforto dei colleghi e della leggenda Richard Perry, 82 anni, sette volte campione e proprietario della sua squadra. «Siamo una famiglia», ha affermato la Nascar postando il video della parata: un messaggio che professa unità e rimarca il sostegno a un pilota che, da solo, ha cambiato la traiettoria di questo sport.

Corriere della Sera, 23 giugno 2020 (Newsletter AmericaCina)

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