La storia di Bubba Wallace, il pilota nero che ha ammainato le bandiere confederate nei circuiti Nascar e domenica si è ritrovato un cappio nel suo box a Talladega, in Alabama, ha attirato teorie cospirative di ogni tipo. Dopo l’indagine dell’Fbi, per la quale il cappio si trovava là almeno da ottobre, c’è chi ha sostenuto che non fosse un vero cappio, chi ha pensato che sia stato lui (o la sua squadra) ad annodarlo, chi dice che non sia mai esistito, chi pensa che il razzismo non c’entrasse nulla.

E così, ieri, la Nascar ne ha pubblicato la foto, spiegando che, su 29 circuiti e 1.684 box, le autorità hanno rinvenuto soltanto 11 corde legate alle porte dei garage, e un unico cappio: «Quello trovato domenica nel garage di Bubba Wallace», ha affermato il presidente della Nascar Steve Phelps, il primo a difendere il suo pilota. «Come potete vedere dalla foto, il cappio era vero e così la nostra preoccupazione per Bubba».

Corriere della Sera, 26 giugno 2020 (Newsletter AmericaCina)

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