“Penso che in California a un certo punto siamo diventati arroganti. All’inizio abbiamo avuto pochi casi di coronavirus, e siamo stati i primi a ordinare il lockdown: ne ero fiero. Le cose sembrava andassero bene, poi i contagi hanno cominciato a crescere”, racconta al Corriere lo scrittore Andrew Sean Greer, 47 anni, mentre porta a spasso per un parco di San Francisco – e con indosso una mascherina – il cane di un amico, un bassotto di nome James Deen. Quasi senza accorgersene, in California i ricoveri sono cresciuti del 50% in due settimane, e molte contee hanno chiuso bar, ristoranti, spiagge e zoo per almeno venti giorni.

“È un momento critico”, scrive il Los Angeles Times, forse il peggiore dall’inizio dalla pandemia. “È spaventoso”, conferma Greer, che nel 2018 ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa con il romanzo Less. “Penso che la gente fosse stufa di stare chiusa in casa”, spiega. “Gran parte dei casi però vengono dal sud della California, e poi ci sono parti dello Stato piuttosto conservatrici, dove le persone si rifiutano di indossare la mascherina per motivi politici: mi è capitato di vedere famiglie in cui la madre e i figli la portavano, ma il padre no”, racconta.

“Pur adottando ogni cautela, alcuni miei amici hanno contratto il virus”, spiega. “Io non sono uscito per due mesi, ma nelle ultime due settimane avevo ricominciato e mi sentivo più a mio agio, eccetto quando vedevo le persone nei ristoranti”. Senza considerare “che la gente viaggia”, dice. E con loro si sposta il virus. Anche Greer vorrebbe raggiungere il compagno in Italia, ma non può. “È orribile, aspetterò altre due settimane per capire se l’Ue riaprirà, ma non posso muovermi: posso solo aspettare”, ci dice. “Però non voglio neanche trovare un sotterfugio per venire”, puntualizza. “Capisco che l’Europa non voglia americani: i contagi crescono e il nostro governo non risponde adeguatamente, come il Brasile o la Russia”.

Trump, spiega lo scrittore, “ha deciso di non guidare il Paese. Il premier italiano Conte si è assunto la responsabilità e ha dato delle regole, lui no. È vergognoso. Il governatore della California Gavin Newsom ha dovuto decidere da solo: il Governo ha detto agli stati di risolversi il problema da soli”, prosegue. “Eppure, hanno un piano per qualsiasi cosa: mio padre faceva l’analista per la difesa, ne ha preparati per terremoti a San Francisco e Seattle, e per un’alluvione a New Orleans. La precedente amministrazione glie ne aveva lasciato uno, ma a loro Obama non piace”.

Greer ha un fratello gemello, sposato con due figli, che ha deciso di lasciare San Francisco per trasferirsi nei sobborghi. “Stavano impazzendo, chiusi in un piccolo appartamento”, spiega. “Avrei voluto averli vicini, ma gli ho consigliato di andarsene”. Lui invece resta in città. “La mattina mi collego a Zoom e guardo un video di workout di 7 minuti con i miei amici scrittori. Lo coordina Ayelet Waldman – moglie dello scrittore Michael Chabon, nda – che è molto organizzata: nella lista siamo una ventina, a volte ci colleghiamo in 4 o 5, altre in 12. Ha sostituito un po’ la comunità, le cene che facevamo”, racconta. “Poi provo a scrivere, però mi scollego da internet: trovo molto difficile lavorare a un romanzo mentre leggo tutto quello che sta succedendo in America”.

Corriere della Sera, 3 luglio 2020 (prima pagina, pag. 13)

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