A Saginaw, in Michigan, Simon & Garfunkel inviarono un anonimo autostoppista a cercare l’America, nell’omonima canzone: era il 1968, la città aveva quasi 100 mila abitanti e otto fabbriche di General Motors che attiravano la classe media nera dal Sud. Oggi a Saginaw si può continuare a osservare l’America: la popolazione si è dimezzata, le fabbriche hanno chiuso e in 30 anni se ne è andato il 50% dei posti di lavoro. Quest’anno era ancora più difficile festeggiare il 4 luglio a Saginaw, racconta l’Associated Press con uno splendido articolo: la disoccupazione ha toccato il 20% e i morti per Covid-19 sono stati finora 123, uno dei tassi più alti dell’intero Paese. In questa contea – che Trump nel 2016 ha conquistato per 1.073 voti sui 10.700 con cui ha vinto l’intero Michigan – si può leggere il futuro degli Stati Uniti, scrive la principale agenzia di stampa americana, un Paese colpito dal triplo choc della pandemia, della recessione e delle proteste contro la brutalità della polizia: una combinazione che lascerà grande incertezza politica fino al voto del 3 novembre (e forse anche oltre).

Corriere della Sera, 8 luglio 2020 (Newsletter AmericaCina)

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