A Portland le proteste per la giustizia sociale scatenate dall’omicidio di George Floyd vanno avanti da oltre 50 giorni. Se l’intensità e la partecipazione sono man mano diminuite, gli scontri con le forze dell’ordine si sono rinvigoriti da quando il dipartimento per la Sicurezza interna ha inviato agenti federali in mimetica e tenuta anti-sommossa, senza segni di riconoscimento, per fronteggiare i manifestanti: sparano gas lacrimogeni, usano il manganello sulla folla e prelevano persone, portandole via a bordo di furgoni non identificati senza fornire motivazioni. Da giorni, ogni mattina, emerge un nuovo video degli scontri: stanotte il protagonista è stato Chris David, veterano della marina di 53 anni che voleva soltanto parlare con gli agenti ed è stato ripetutamente picchiato e investito di gas lacrimogeni.

Secondo il presidente Trump la città è in mano ad «anarchici e agitatori» e le proteste sarebbero «una minaccia nazionale», per questo serve l’intervento dei federali. La governatrice democratica dell’Oregon Kate Brown sostiene invece che l’amministrazione starebbe usando Portland per mandare un messaggio di Law and Order ai sostenitori e distrarre l’opinione pubblica dal coronavirus.«È uno spudorato abuso di potere», ha affermato nei giorni scorsi, mentre il procuratore generale Ellen Rosenblum ha intentato una causa contro il governo, accusato di arrestare i manifestanti senza motivo e di creare una situazione pericolosa.

Gli agenti fanno parte delle «squadre di dispiegamento rapido» formate dal dipartimento per la Sicurezza interna ufficialmente per proteggere — come richiesto dal presidente Trump con un ordine esecutivo a fine giugno — statue, monumenti e proprietà federali durante le proteste. Sono composte da circa 2 mila uomini della polizia di frontiera americana, della guardia costiera e di altre due agenzie federali. «Non sono stati addestrati per questo lavoro e sono i primi ad essere spaventati», ha sostenuto però David, il veterano picchiato stanotte.

Ai manifestanti, ieri, si è unito anche un gruppo di mamme, con caschi da bici in testa, mascherine sul viso e in mano cartelli che invitavano gli agenti federali ad andarsene da Portland. «Federali state alla larga, le mamme sono qua», cantavano, invitando gli agenti – con le parole prese in prestito dai Pink Floyd – a lasciare in pace i loro figli.

Corriere della Sera, 20 luglio 2020 (Newsletter AmericaCina)

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