Il 2018 negli Stati Uniti è stato «l’anno delle donne», che si sono ribellate in massa alle molestie con il #MeToo e sono entrate in Congresso in numero record, 117, alle elezioni di metà mandato. Il 2020 — in cui ricorre il centenario del suffragio femminile in America — sarà invece «l’anno dell’elettrice donna», almeno secondo una ricerca appena pubblicata dalla Brookings Institution, think tank progressista di Washington. «L’elezione di quest’anno è animata dalla determinazione crescente di molte donne di ogni demografica a votare democratico ad ogni livello, indipendentemente dal sesso del candidato», scrivono gli autori Michael Hais e Morley Winograd. Il risultato delle urne, secondo gli analisti, dipenderà dalle cosiddette suburban women, le donne bianche dei sobborghi, un tempo abitati da una classe media bianca e conservatrice ma che ora si stanno rapidamente tingendo di blu democratico. La partita si gioca su una diversa interpretazione del Sogno americano, e soprattutto del ruolo della donna: quella a cui si rivolgono i repubblicani è la casalinga spaventata dalle rivolte razziali e sociali, le «Karen» di mezza età diventate nel 2020 simbolo di razzismo e privilegio bianco; quella che cercano di conquistare i democratici è invece in carriera e impegnata socialmente. A questo archetipo si rifanno dunque i protagonisti della contesa elettorale. Da un lato c’è un presidente che, per sua stessa ammissione, ama «afferrare le donne per le parti intime», dall’altro Joe Biden non è stato scalfito dalle accuse di molestie e ha mantenuto la promessa di scegliere una donna, la senatrice californiana Kamala Harris, come sua vice nella corsa alla presidenza. Harris è la terza nella storia, dopo Geraldine Ferraro nel 1984 e Sarah Palin nel 2008, forse sarà la prima ad arrivare alla Casa Bianca, ma potrebbe non essere un fattore determinante. Un peso maggiore, invece, potrebbero averlo le first lady: al silenzio statuario ed elitario di Melania Trump, che svolge il suo compito senza entusiasmo, un passo indietro rispetto al presidente, si oppone l’attivismo politico dell’ex, Michelle Obama, e la tenacia da classe media dell’aspirante, Jill Biden.

Sette, 11 settembre 2020 (copertina, pag 20/21, pag 22/23, pag 24/25, pag 26/27)

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