L’attesissimo memoir di Barack Obama uscirà finalmente il 17 novembre, a quasi quattro anni dall’addio alla Casa Bianca e due settimane dopo le elezioni presidenziali. Il libro — il primo di due volumi — si intitolerà A Promised Land e sarà pubblicato in contemporanea mondiale, tradotto in 25 lingue: in Italia uscirà per Garzanti, che già aveva mandato in stampa Becoming, l’autobiografia da record di Michelle Obama. Inizialmente previsto per il 2019, il libro dell’ex presidente degli Stati Uniti era slittato a causa di un suo ritardo «cronico» nella consegna, che aveva portato gli Obama a pizzicarsi scherzosamente: Michelle lo prendeva in giro dicendo di essersi appropriata degli aneddoti più succosi degli anni alla Casa Bianca, visto che il suo libro era uscito per primo; Barack andava dicendo che la moglie aveva un ghostwriter, mentre lui il libro se lo stava scrivendo da solo. Scaramucce da innamorati, di successo, ma il Washington Post era arrivato a pubblicare alcuni «consigli dal passato» per aiutarlo a finire il libro e persino i vecchi membri del suo staff ci scherzavano: ora, però, assicurano che l’opera sia valsa l’attesa. Alla fine, infatti, Barack non si è lasciato intimorire dagli oltre 10 milioni di copie vendute dalla moglie, e ha consegnato il manoscritto all’editore americano, Penguin Random House, che per le due autobiografie aveva pagato 65 milioni di dollari e che giovedì ha rivelato anche la copertina del primo volume, a cui l’ex presidente darà anche la voce per l’audiolibro.

Nella 768 pagine — almeno della versione inglese — di A Promised Land, Obama ripercorre la sua carriera politica dagli inizi fino alla morte di Osama bin Laden nel 2011, passando per la vittoria a sorpresa nei caucus dell’Iowa del 2008 e la straordinaria vittoria alle presidenziali contro John McCain, il 4 novembre dello stesso anno. Come ha spiegato lo stesso presidente, «è la storia di un’improbabile odissea» che da giovane uomo in cerca della propria identità lo ha portato a diventare leader del mondo libero. «Non c’è una sensazione paragonabile a quella che provi quando finisci un libro», ha spiegato Obama in un comunicato e in un tweet. «Ho passato gli ultimi anni a riflettere sulla mia presidenza e in A Promised Land ho provato a offrire un resoconto onesto delle mie campagne elettorali e del tempo passato alla Casa Bianca, degli eventi principali e delle persone che hanno plasmato la mia amministrazione, di ciò che ho fatto bene e degli errori commessi, ma anche del viaggio personale che io e Michelle abbiamo compiuto in questi anni, fatto di incredibili alti e bassi».

Per rispondere alla grande richiesta, Crown — casa editrice del gruppo Penguin Random House, con cui il libro sarà pubblicato — ha già ordinato 3 milioni di copie: una quantità enorme. Per questo un milione di copie sarà stampato in Germania e trasportato negli Stati Uniti con tre navi già predisposte con 112 container. L’attesa è grande, anche perché Obama ha dimostrato nel tempo di non essere solo un politico, ma anche un abile scrittore e narratore, attento nella scelta delle parole. Per il suo primo libro, Dreams of My Father, aveva ricevuto nel 1995 un anticipo di 40 mila dollari da Peter Osnos di Times Book. Anche all’epoca, il ritardo nella consegna gli era costato un contratto già firmato con Simon & Schuster. Il libro finì però per vendere 3,3 milioni di copie soltanto in Nord America, mentre il successivo — The Audacity of Hope, pubblicato nel 2006 — ha superato i 4,2 milioni. I 10 milioni di Michelle, però, al momento sembrano irraggiungibili.

Corriere della Sera, 17 settembre 2020

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