Quella di mentire sulle proprie condizioni di salute è una costante dei presidenti americani: a volte si è trattato di piccole bugie, altre di gravi menzogne, e in alcuni casi ci sono voluti decenni per scoprirle. Proprio come Donald Trump, anche Woodrow Wilson prima sminuì la portata della sua pandemia — nel suo caso l’influenza spagnola — e poi si ammalò nell’aprile 1919, mentre trattava alla conferenza di Parigi la pace della Prima Guerra Mondiale. «Aveva una personalità ossessivo compulsiva e pensava solo alla guerra», ha spiegato a Cnn John Barry, autore del libro The Great Influenza, per il quale Wilson temeva che la pandemia potesse distrarre la popolazione dal conflitto in corso e mentì per tenere alto il morale delle truppe. Quando si ammalò, stava così male che il medico pensò fosse stato avvelenato: aveva le allucinazioni e pensava di essere circondato da spie, ma la sua amministrazione non rivelò mai la malattia. Nella storia americana, però, Wilson e Trump non sono soli:

  • Sul finire dell’Ottocento Grover Cleveland, unico presidente a servire per due mandati non consecutivi, si fece operare di notte a bordo di uno yacht che navigava nel Long Island Sound perché temeva che una malattia potesse indebolirlo politicamente;
  • Nel 1944, mentre era in corsa per un quarto mandato, a Franklin Delano Roosevelt fu diagnosticata la pressione alta, l’ipertensione, una bronchite acuta e un’insufficienza cardiaca. Gli fu ordinato di ridurre le sigarette e di mantenere una dieta senza sale, ma la Casa Bianca pubblicamente minimizzò: vinse le elezioni, ma poco dopo fu colpito da un ictus e morì il 12 aprile 1945;
  • John Kennedy aveva dolori lancinanti alla schiena, conseguenza delle ferite di guerra, problemi digestivi e soffriva della malattia di Addison, una patologia cronica del sistema endocrino. Nonostante l’immagine pubblica di presidente giovane e in salute, era costretto a prendere otto medicinali al giorno ma si è scoperto soltanto dopo la sua morte;
  • Nel 1841 William Harrison si ammalò di polmonite il giorno dell’inaugurazione presidenziale, quando si presentò a cavallo e senza cappotto in una giornata freddissima. La Casa Bianca non rese pubblica la malattia, ma Harrison morì appena un mese dopo essere entrato alla Casa Bianca.

Corriere della Sera, 5 ottobre 2020 (newsletter AmericaCina)

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