Ieri 13 membri di una milizia armata sono stati arrestati mentre si preparavano per rapire e «processare» la governatrice democratica Gretchen Whitmer, a lungo in lizza per diventare la vice di Joe Biden nella corsa alla Casa Bianca, prima delle elezioni: secondo la procuratrice generale del Michigan Dana Nessel, la milizia Wolverine Watchmen — che aveva legami anche con il movimento Boogaloo, suprematisti bianchi in camicia hawaiana che vogliono smantellare il governo — era intenzionata ad assalire il parlamento statale e scatenare una guerra civile.

«C’è stato un pericoloso aumento di retorica anti-governativa, e un ritorno dei gruppi che imbracciano ideologie estreme», ha spiegato Nessel in conferenza stampa. «Quello a cui assistiamo va oltre il disaccordo politico o l’attivismo appassionato: la missione di alcuni gruppi è di creare caos e fare del male agli altri». Nel momento più duro della pandemia, Whitmer era diventata un simbolo della gestione democratica dell’emergenza: contro le sue rigide restrizioni c’erano state proteste armate nella capitale Lansing, aizzate dal presidente Trump che su Twitter invitava a «liberare il Michigan».

A far saltare il piano è stata un’indagine federale andata avanti per mesi, che ha coinvolto 200 agenti statali e federali e informatori pagati sotto copertura: secondo il direttore della Michigan State Police, il colonnello Joe Gasper, «la natura di questo caso — uno dei più importanti nella storia recente dello Stato — è senza precedenti». Dagli atti emerge che gli arrestati, di età compresa fra i 23 e i 44 anni, si connettevano via Facebook — che ha estromesso oltre 6.500 gruppi ma, spiega il New York Times, resta la piattaforma di riferimento per gli estremisti — effettuavano esercitazioni e sorvegliavano la residenza estiva della governatrice, che nelle loro conversazioni definivano per lo più «una stronza tiranna» innamorata del potere, contro cui era «necessario fare qualcosa».

Una retorica che ricorda gli attacchi di Trump, a cui gli arrestati — alcuni, ma non tutti — inneggiavano sui social network. Ieri Whitmer accusato il presidente di incoraggiare i terroristi interni e di esserne complice come ha dimostrato durante il dibattito, quando si è rifiutato di condannare i suprematisti bianchi. «Invece di dirmi grazie, a me al mio dipartimento di giustizia che ha fatto saltare un pericoloso agguato contro di lei, mi chiama suprematista bianco», ha risposto Trump via Twitter, tornando ai toni di aprile: «Ha fatto un pessimo lavoro: ha chiuso il suo stato a tutti, tranne alle attività marine del marito».

Corriere della Sera, 9 ottobre 2020 (newsletter AmericaCina)

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