Sarà la Pennsylvania a decidere le elezioni quest’anno? Sembrerebbe di sì, almeno a guardare la strada che i due candidati percorreranno oggi, nell’ultimo giorno di campagna elettorale, quando Donald Trump e Joe Biden si incroceranno in questo Stato della Rust Belt. I sondaggi danno Biden avanti, ma in calo: il margine si è ridotto e così Trump vede l’opportunità di ripetere l’impresa di quattro anni fa, quando chiuse nei rilevamenti leggermente dietro Hillary Clinton ma poi vinse per 44 mila voti. Lo 0,7%.

Florida a parte, il peso elettorale della Pennsylvania – 20 grandi elettori – è maggiore di quello degli altri Stati in bilico, e la scarsa affluenza nel voto anticipato – rispetto al boom di Texas, Florida o North Carolina – mostra che c’è ancora margine per cambiare l’andamento della contesa. Senza la Pennsylvania, oltretutto, la strada che riporta Trump alla Casa Bianca diventerebbe molto più in salita.

Nell’ultimo giorno di campagna elettorale il presidente passerà dunque dalla Pennsylvania, a Scranton, città natale del rivale, ma terrà comizi anche in North Carolina, Wisconsin e Michigan, dove parlerà due volte e chiuderà la sua corsa per la rielezione a Grand Rapids, come quattro anni fa. Questo percorso, insomma, chiarisce la scommessa del presidente.

Il ticket democratico presidierà la Pennsylvania, dove – a Philadelphia – ha il quartier generale. Joe Biden e Kamala Harris, con l’aiuto dei loro consorti Jill Biden e Doug Emhoff, toccheranno ogni angolo dello Stato, cercando di raggiungere ogni fascia demografica necessaria: la comunità nera delle grandi città, i giovani, i moderati bianchi dei sobborghi e la working class che quattro anni fa andò con Trump.

Dopo un passaggio a Cleveland, Ohio, Biden parlerà ai sindacati a ai membri della comunità nera a Pittsburgh, dove il Post-Gazette è stato fra i pochi giornali a dare il suo appoggio a Trump, e chiuderà con un comizio drive in accanto a Lady Gaga in città. Il comizio finale di Kamala Harris sarà invece a Philadelphia assieme a John Legend, sempre drive in. Poi c’è «l’arma non convenzionale», e forse quella più efficace: Barack Obama, che i democratici useranno oggi in Georgia e Florida.

Corriere della Sera, 2 novembre 2020 (newsletter AmericaCina)

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