On the record, la nostra fonte all’interno del partito repubblicano dice che gli elettori americani hanno rifiutato l’agenda della sinistra, che la Casa Bianca è ancora in bilico ma che i repubblicani hanno guadagnato seggi alla Camera e mantenuto la maggioranza al Senato. Trump, spiega, ha chiuso bene la campagna elettorale e ha aiutato diversi repubblicani impegnati in competizioni difficili per il Congresso a vincere in modo più ampio delle aspettative: il partito ha tenuto nella working class, e ha migliorato il proprio seguito fra ispanici, neri ed ebrei. L’analisi è interessante, anche perché conferma che il partito repubblicani è uscito fortificato da queste elezioni.

Off the record, però, la stessa persona – molto rispettata all’interno del partito e che chiarisce diverse volte di sostenere il presidente – conferma quanto hanno scritto ieri Giuseppe Sarcina e Viviana Mazza su AmericaCina, aggiungendo qualche dettaglio.

  1. Spiega che finora i leader del Gop ha seguito Trump cercando di trovare un equilibrio fra la narrativa del presidente e le responsabilità di partito, per non danneggiare la propria credibilità con la base che è in mano a Trump: non li sentiremo denunciare frodi, ma solo chiedere di contare tutti i voti, o di fare verifiche.
  2. Dice che potrebbero esserci stati problemi con il voto postale e che è giusto controllare, ma finora non ci sono prove e il presidente, con la sua retorica, sta mettendo a rischio le istituzioni.
  3. Teme che più a lungo si andrà avanti con questo stallo, peggiori saranno le conseguenze: i repubblicani, afferma, potrebbero pagare il conto in proprio in Georgia.
  4. Conferma che un piano di Trump è quello di ritardare la certificazione dei risultati e permettere ai parlamenti statali – che in Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, Arizona e Georgia sono a maggioranza repubblicana – di scegliere i grandi elettori, che potrebbero così non votare per Biden ma per lui, ribaltando il risultato elettorale. Sostiene però che sia un’idea folle e pericolosa, e che questo significherebbe rubare le elezioni: non pensa che i leader repubblicani lo seguirebbero.
  5. Ritiene che le cause, come ha scritto anche Massimo Gaggi ieri, non abbiano possibilità di cambiare il risultato. Sarebbe come vincere alla lotteria oggi, dice, e senza aver comprato il biglietto.
  6. Racconta che un tweet di Trump, in particolare, era piuttosto allarmante. Mercoledì il presidente ha sostenuto la riconferma di Ronna McDaniel a capo del partito repubblicano. La tradizione vuole però che il presidente uscente non interferisca con la direzione del partito, che dovrebbe fare un reset dopo le elezioni. Questo tweet confermerebbe che, al momento, Trump sta già lavorando alla campagna elettorale del 2024.

Corriere della Sera, 13 novembre 2020 (newsletter AmericaCina)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...