Negli Stati Uniti è stata la settimana più dura dall’inizio della pandemia. I contagi avanzano al ritmo di 200 mila al giorno, il 15% in più rispetto a due settimane fa, e la media settimanale delle vittime — più accurata, secondo il New York Times, rispetto al trend giornaliero — è salita a 2.249: il picco precedente, ad aprile, era stato di 2.232. Rispetto ad allora, però, la pandemia è mutata. Se in principio era concentrata nelle grandi città, in particolare a New York, ora sta avanzando con violenza nel Midwest: il North Dakota, dove un abitante su 10 è stato contagiato, è lo Stato più colpito, seguito da South Dakota, Iowa, Wisconsin e Nebraska. Rispetto alla prima ondata primaverile, anche i ricoveri in ospedale sono aumentati enormemente: allora erano circa 60 mila al giorno, da una settimana siamo arrivati a 100 mila.

In totale, stando ai numeri della Johns Hopkins University, gli Stati Uniti sono arrivati a 14,9 milioni di contagi e 283.743 vittime. I numeri sono pessimi e, secondo il dottor Anthony Fauci, non si è neanche ancora visto l’impatto del Ringraziamento, quando decine di milioni di americani si sono riuniti per festeggiare in famiglia la più importante festa laica del Paese. «Abbiamo numeri sconcertanti di nuovi casi e ricoveri prima ancora di aver registrato appieno l’impatto della festa del Ringraziamento», ha detto ieri in un’intervista a Cbs il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.

Le vacanze di Hanukkah (10-18 dicembre), Natale e capodanno potrebbero avere conseguenze ancora più gravi, ha precisato poi lo stesso Fauci in un’altra intervista a Cnn. I rischi sono gli stessi del Ringraziamento, ma «il risultato potrebbe essere peggiore perché si tratta di una vacanza più lunga». È un momento «critico», ha aggiunto: nessuno vuole sabotare le vacanze, ma non bisogna distanziarci troppo dai fatti e dai dati.

Intanto, mentre la California ha indetto un nuovo lockdown che riguarda l’85% della popolazione, il segretario alla Salute Alex Azar ha ribadito l’allarme in un collegamento con Chris Wallace di Fox News. «La gente se ne sta in casa, e si dimentica delle tre W», ha detto Azar. «Il nostro consiglio è sempre lo stesso: wash your hands, watch your distance, wear face coverings». Insomma: lavare le mani, distanziamento e mascherine.

Corriere della Sera, 8 dicembre 2020 (newsletter AmericaCina)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...