Sullo scontro fra moderati e sinistra radicale c’è stato ieri un passo avanti. O meglio, indietro: intervistata nel podcast Intercepted, il volto della sinistra Alexandria Ocasio-Cortez ha attaccato la leadership democratica, affermando che la speaker della Camera Nancy Pelosi e il leader di minoranza al Senato Chuck Schumer se ne devono andare. Solo che, ha aggiunto, la sinistra non saprebbe al momento come sostituirli. «Se crei quello spazio, ci sarebbero così tante forze nefaste in gioco per riempire lo spazio con qualcuno di ancora peggiore», sostiene Ocasio-Cortez, per la quale gli attuali leader hanno passato anni ad accentrare il potere senza formare la nuova generazione. «Non si tratta soltanto di loro due», ha aggiunto, «ma anche dei cambi strutturali che queste due persone hanno apportato mentre erano al comando».

Se Pelosi ha già annunciato che questo sarà il suo ultimo mandato da speaker, però, la deputata di New York ha escluso una sua candidatura: «La camera è troppo complessa, non sono pronta», ha ammesso. «Non posso essere io». Quanto a Biden, ha aggiunto, sta formando una squadra «orribile», con membri dell’amministrazione Obama e funzionari di Goldman Sachs o McKinsey:«A qualcuno può piacere che riprenda membri dell’amministrazione Obama, ma molti dimenticano che, a sua volta, l’ex presidente pescò in quella Clinton». Della storia recente democratica, insomma, Ocasio-Cortez salva — e in parte — soltanto Obama. Alla fine quindi resta un dubbio: cosa ci faccia Ocasio-Cortez nel partito democratico.

Corriere della Sera, 17 dicembre 2020 (newsletter AmericaCina)

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