Non ci sarebbe SpaceX senza Elon Musk. Non solo per gli investimenti miliardari, ma soprattutto per la determinazione con cui il visionario imprenditore sudafricano naturalizzato americano sta cercando di raggiungere Marte. Grazie alle aziende tecnologiche che a partire dagli anni Novanta ha fondato o guidato – PayPal, Tesla e SpaceX le più famose, ma ora ci sono anche Neuralink, OpenAI e The Boring Company – Musk, 49 anni, è diventato immensamente ricco: sfruttando la curva delle azioni Tesla, a inizio dicembre ha guadagnato circa 20 miliardi in tre giorni, ed è diventato il secondo uomo più ricco al mondo dietro al solo Jeff Bezos, con un patrimonio netto di 144,7 miliardi di dollari. Tutti questi soldi, però, non li spende. Anzi, vende tutto, anche gli immobili: i soldi, dice, preferisce conservarli per inseguire i suoi sogni elettrici e spaziali. A inizio mese, in una conversazione con l’amministratore delegato del colosso editoriale tedesco Axel Springer, Mathias Döpfner, Musk ha rivelato infatti di non possedere altro che le azioni della sua casa automobilistica elettrica e della compagnia aerospaziale. «Se falliscono», ha detto, «fallisco anche io». Dopo aver già rivoluzionato i settori dell’automotive e dell’aerospazio, ora sostiene di avere una duplice missione: rendere con Tesla il futuro migliore sulla Terra, e con SpaceX andare oltre il nostro pianeta e colonizzare Marte. «Penso che sia importante che l’umanità evolva in una civiltà spaziale, in una specie multi-planetaria. Ci vorranno enormi risorse per costruire una città su Marte. Voglio essere in grado di contribuire il più possibile», ha spiegato candidamente a Döpfner.

Basta l’ultimo mese dell’anno, o poco più, per raccontare tutto Musk, nel bene e nel male. A metà novembre è risultato positivo al Covid: sintomi lievi e dichiarazioni ambigue su Twitter, la piattaforma da cui attacca critici ed enti regolatori, e su cui spesso si lascia andare ad affermazioni controverse. «Ho risultati molto diversi a seconda dei laboratori. È probabile che abbia un caso moderato», risponde a un utente che spazientito gli chiede: hai il Covid o no?. Poi aggiunge: «Ho i sintomi di un leggero raffreddore, e non è sorprendente considerando che il coronavirus è un tipo di raffreddore». È un tweet in linea – negazionista? – con le idee dell’imprenditore, che a marzo aveva sfidato le autorità californiane sul lockdown, dichiarando che avrebbe tenuto aperte le sue aziende, e che poi ha sostenuto che non avrebbe vaccinato i suoi 7 figli (l’ultimo, avuto dalla musicista canadese Grimes, si chiama X Æ A-12: pronuncia, più o meno, «ecsasheituelv»). In un solo tweet, dunque, l’imprenditore è riuscito ad alimentare la confusione sulla pandemia e – soprattutto – la propria enigmatica fama. Da allora è passato poco più di un mese: nel frattempo Musk dovrebbe essere guarito e, dopo essere stato per qualche giorno il secondo uomo più ricco del mondo, ha di nuovo perso 4 miliardi – sempre dietro alle azioni Tesla – ed è stato di nuovo scavalcato dal francese Bernard Arnault di Lvmh. Poi, a metà dicembre, ha effettuato un test con il suo razzo spaziale Starship, che secondo i piani dovrebbe trasportare merci ed esseri umani sulla Luna e su Marte entro 6 anni. Dopo aver volato fino a 12,5 chilometri di altitudine per circa 6 minuti e mezzo, il prototipo è esploso durante la fase di atterraggio, schiantandosi al suolo di Boca Chica, Texas. Prima del volo Musk aveva messo in guardia i suoi follower su un possibile incidente, dopo l’esplosione era comunque entusiasta. E ha twittato: «Marte, arriviamo!».

Sette 24 dicembre 2020 (pag 104, pag 105)

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