Nell’assedio al Congresso hanno perso la vita 4 persone, almeno 6 sono state ricoverate in ospedale e 52 sono state arrestate, secondo i dati diffusi dalla polizia di Washington, che ha rinvenuto 5 armi da fuoco, una molotov e due esplosivi fra i manifestanti. Tre delle vittime — due uomini e una donna — sarebbero decedute in seguito a non meglio precisate «emergenze mediche», dopo essere state trasportate da Capitol Hill negli ospedali cittadini, ma le loro identità non sono state ancore rese pubbliche, a differenza di quella della donna morta in seguito a un colpo da arma da fuoco al petto: si tratta di Ashli Elizabeth Babbitt, 35 anni, una veterana dell’Air Force che aveva servito in Iraq e Afghanistan ed era una decisa sostenitrice di Trump e delle teorie cospirative di QAnon, identificata dal marito Aaron alla rete televisiva californiana Kusi. La donna era residente a San Diego, dove aveva servito per 14 anni nell’esercito e poi aveva aperto un’impresa di servizi e attrezzature per piscine — Fowlers Pool Service and Supply — insieme al marito, che non era andato a Washington insieme a lei.

«Davvero non so perché abbia deciso di fare ciò», ha detto la suocera alla rete televisiva Fox 5 Dc, confermandone l’identità. «Era una donna meravigliosa, con un grande cuore e una mente forte», ha dichiarato al San Diego Union-Tribune l’ex marito Timothy McEntee, con cui aveva servito nell’aeronautica ed era stata sposata dal 2005 fino a maggio 2019. «Amava l’America con tutto il cuore». In serata, il capo della polizia di Washington Robert Contee ha confermato l’identità della donna, affermando che è in corso un’indagine per accertare cosa sia avvenuto nei corridoi di Capitol Hill. Fra i feriti, ha aggiunto Contee, ci sono anche 15 agenti, uno dei quali ricoverato in condizioni serie dopo essere stato colpito da un proiettile al volto. La polizia di Washington è in contatto con i familiari di Babbitt, come ha rivelato a Nbc 7 il cognato della donna, Justin Jackson. «Ashli era leale e aveva una grande passione per i suoi ideali, amava il Paese ed era onorata di aver servito nelle nostre forze armate», ha spiegato Jackson alla rete affiliata di Nbc a San Diego. «Pregate per la sua famiglia e rispettate la sua privacy in questo momento».

Secondo i media americani, Babbitt sarebbe stata colpita attorno alle 15 davanti alla Camera, quando i ribelli hanno rotto i vetri della porta — dietro la quale erano barricati i deputati — e hanno provato a introdursi all’interno: nei video si sente un colpo di pistola e si vede poi una donna a terra, avvolta in una bandiera trumpiana blu con lo slogan Make America Great Again. Dietro di lei, si notano gli agenti del servizio di sicurezza di Capitol Hill con i fucili puntati sui manifestanti. A colpire Babbitt — come si vede chiaramente nel video pubblicato su Twitter dall’utente Jayden X, che si definisce autore di «revolutionary news» — è stato uno dagli agenti di sicurezza armati che difendevano un’area protetta dell’edificio: quando vede la donna arrampicarsi su una porta divelta, cercando di passare attraverso i vetri rotti dai manifestanti, le spara, e Babbitt cade pesantemente a terra.

«Una donna è stata appena colpita al collo mentre era vicino a me», ha scritto Taylor Hansen su Twitter, dove si definisce giornalista indipendente e attivista antiabortista, pubblicando due video della donna a terra. Dalle immagini si vede Babbitt perdere molto sangue, ma ancora cosciente: la donna è morta dopo il trasporto in ospedale. Sul suo account Twitter, Babbitt citava spesso le teorie di QAnon, il movimento che ritiene i democratici parte di una setta satanica di pedofili contro cui si batte Donald Trump: anche il 5 gennaio, il giorno prima della sua morte, la donna avvertiva che era arrivato il giorno «della tempesta», il momento della resa dei conti fra il presidente e i suoi rivali. «Nulla ci fermerà», scriveva. «Possono provarci quanto vogliono, ma la tempesta è qua e si abbatterà su Washington in meno di 24 ore. Dal buio alla luce!».

Corriere della Sera, 7 gennaio 2021

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