Il mensile di moda Vogue è stato travolto dalle critiche per la doppia copertina di febbraio, rivelata domenica mattina sui social network, in cui compare la vicepresidente Kamala Harris, 56 anni, ritratta da Tyler Mitchell, il fotografo nero che nel 2018 per il magazine aveva immortalato Beyoncé. L’immagine concordata dalla rivista con il team di Harris, più formale, ritraeva l’ex senatrice della California con un tailleur carta da zucchero su sfondo giallo, e una spilla con la bandiera americana appuntata al bavero. Come ha rivelato il reporter di Huffington Post Yashar Ali, e confermato Politico, Vogue ha deciso però all’ultimo di usare il ritratto istituzionale per la copertina digitale, scegliendo per l’edizione cartacea — all’insaputa dello staff — una foto più controversa in cui la prima donna eletta alla Casa Bianca indossa abiti sportivi e, ai piedi, un paio di Converse All Star nere, simbolo della sua campagna elettorale.

Alle spalle di Harris pendono due drappi di tessuto, uno verde e uno rosa, che richiamano i colori della sua confraternita universitaria, la Alpha Kappa Alpha. Si tratta di una scelta che Vogue riteneva più personale, ma i critici sostengono che la seconda copertina sia un affronto, e non solo perché non ha rispettato gli accordi presi con lo staff: sostengono che Harris abbia la pelle troppo chiara, come fosse stata schiarita con Photoshop, che lo scatto sia di bassa qualità e che la scelta sia una mancanza di rispetto per la carica che ricoprirà a partire dal 20 gennaio. «Non è una brutta foto in sé, è solo molto al di sotto degli standard di Vogue. Non si sono impegnati, è come se avessero finito i compiti la mattina della consegna», ha scritto su Twitter l’attivista Lgbtq Charlotte Clymer.

È una polemica che nasce (anche) dalle accuse ricevute negli ultimi mesi dalla potentissima direttrice Anna Wintour, criticata per non aver promosso il lavoro di giornalisti, fotografi e stilisti appartenenti alle minoranze durante la sua carriera e per aver incentivato un ambiente poco inclusivo: Wintour si era scusata con una email, prendendosi le piene responsabilità degli errori commessi in passato, ma non è bastato. Secondo alcune fonti interne alla rivista, però, Vogue non avrebbe schiarito la pelle della vicepresidente, né attraverso le luci né con l’illuminazione. Harris, inoltre, avrebbe rifiutato gli stylist del magazine preferendo affidarsi al suo staff. «Entrambi i look sono stati scelti dalla vicepresidente e dal suo staff», ha spiegato la fonte al New York Post. «Volevano ritrarre il leader e la persona: abbiamo scelto l’immagine che catturava la sua personalità e autenticità».

Corriere della Sera, 10 gennaio 2021

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