Il doppio trasloco della Casa Bianca è stato effettuato mercoledì in poche ore, durante la cerimonia di inaugurazione di Joe Biden: una volta che i 90 membri dello staff hanno finito di inscatolare gli ultimi effetti personali dei Trump e pulito a fondo — quest’anno con una attenzione in più, causa Covid — le stanze della residenza presidenziale, a mezzogiorno in punto il camion dei Biden ha cominciato a scaricare. Quando il nuovo presidente e la first lady Jill sono arrivati alla Casa Bianca, alle 16, l’hanno trovata arredata secondo le istruzioni, come da tradizione: a essere pronto, in particolare, era lo Studio ovale, il simbolo del potere americano. «È solo l’inizio, ma era importante entrare in un ufficio che assomigliasse all’America», ha spiegato la vice direttrice delle operazioni per lo Studio ovale Ashley Williams. Biden, ha raccontato il Washington Post, ha scelto per il proprio ufficio busti e ritratti di grandi leader americani dando, come i suoi precedessori, un’indicazione del tipo di presidente che intende essere.

Per questo il suo ufficio ruota attorno a un grande ritratto di Franklin Delano Roosevelt appeso di fronte al resolute desk, la sua scrivania: un presidente, scrive il Post, che ha guidato il Paese attraverso grandi crisi, la stessa sorte che spetta ora a Biden. Attorno a Roosevelt sono appesi quattro ritratti più piccoli: il primo presidente George Washington e il 16esimo Abraham Lincoln da un lato (a sinistra nella foto sotto); i padri fondatori Alexander Hamilton e Thomas Jefferson — terzo presidente — dall’altro (a destra). Hamilton e Jefferson, ha spiegato la Casa Bianca in una nota, erano spesso in disaccordo: i loro ritratti sono stati appesi uno a fianco all’altro per ricordare come «le opinioni discordanti, espresse nei limiti della costituzione, siano essenziali per la democrazia».

A fianco del caminetto, proprio sotto i cinque dipinti, ci sono due busti: quello del reverendo Martin Luther King Jr. (a sinistra nella foto sopra) e quello di Robert Kennedy (a destra): per Biden, sono un rimando all’impatto che i due uomini — entrambi assassinati, a distanza di due mesi, nel 1968 — hanno avuto sul movimento per i diritti civili.

Nello Studio ovale ci sono poi numerosi rimandi alla base del partito democratico: dietro al resolute desk, fra le foto della famiglia Biden, c’è un busto di Cesar Chavez (foto sopra), sindacalista e attivista per i diritti degli ispanici, mentre alla sua sinistra c’è il presidente Harry Truman (a destra nella foto sopra). Sopra è appeso un dipinto di Benjamin Franklin, padre fondatore e simbolo della fede nella scienza dell’attuale presidente. Alla destra della scrivania ci sono poi busti di Abraham Lincoln e Rosa Parks (foto sotto), icona della lotta alla segregazione, dell’ex first lady Eleanor Roosevelt e del senatore Daniel Webster, convinto difensore dell’Unione, oltre a una scultura equestre realizzata da Allan Houser della tribù Apache Chiricahua.

Durante il trasloco sono state sostituite anche le tende — sempre dorate, ma più scure rispetto a quelle scelte dai Trump — e la moquette, la stessa di Clinton, di colore blu scuro: tutti i mobili, divani e tavolini compresi, fanno parte della collezione della Casa Bianca. Rispetto all’era Trump è stato rimosso il ritratto di Andrew Jackson, il primo presidente populista degli Stati Uniti, e sono state sostituite le bandiere alle spalle della scrivania: al posto di quelle con i simboli militari volute dall’ex presidente, ora ce ne sono una americana e un’altra con il sigillo presidenziale. C’è solo un dettaglio che è rimasto invariato: Biden ha deciso di mantenere lo stesso resolution desk utilizzato da Donald Trump e da molti altri presidenti prima di lui.

Corriere della Sera, 21 gennaio 2021

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