C’è ancora una speranza per gli adepti di QAnon, il movimento che ritiene i democratici complici di una setta satanica di pedofili: il 20 gennaio si aspettavano l’arresto di Joe Biden, il ritorno del grande liberatore Donald Trump e l’esecuzione pubblica dei leader progressisti. Ovviamente la storia è andata diversamente: per alcuni è stato un trauma, come nel caso di una madre della South Carolina che si è risvegliata dal suo torpore cospirativo e ha abbracciato la realtà; altri seguaci, incitati dal leader Q, hanno semplicemente spinto il giorno del giudizio un po’ più in là. Al 4 marzo, per l’esattezza, giorno in cui è previsto che Trump presterà di nuovo giuramento, il «presidente illegittimo» Biden sarà arrestato e i leader del partito democratico — come da programma — giustiziati.

Il piano, assicurano dal 20 gennaio Q e i suoi fedeli, «è ancora in corso». A confermare l’assurda teoria cospirativa, secondo loro, sarebbe lo strano aumento dei prezzi al Trump International Hotel di Washington, dove una stanza costa di norma 596 dollari e la notte del 4 marzo è schizzata a 1.331. Non è la prima volta, notano però i media americani, che l’hotel alza i prezzi in date significative per i sostenitori di Trump: dormire nell’ex ufficio postale della capitale la notte del 6 gennaio, ad esempio, costava 8 mila dollari.

Perché proprio il 4 marzo? Secondo l’ultima profezia di Q, nel 1871 il Congresso approvò in gran segreto una legge che trasformò gli Stati Uniti in una azienda: alla Casa Bianca c’era Ulysses Grant, generale unionista che vinse la guerra civile e che per i «il movimento dei cittadini sovrani» — considerati dall’Fbi una minaccia terroristica interna — sarebbe l’ultimo presidente legittimo degli Stati Uniti prima di Trump.

Grant aveva prestato giuramento il 4 marzo, giorno in cui — fino all’introduzione del Ventesimo emendamento, che nel 1933 spostò l’inizio del mandato al 20 gennaio — i presidenti si insediavano alla Casa Bianca. Per questo, secondo QAnon, il 4 marzo 2021 segnerà l’inizio della nuova Repubblica americana. D’altronde lo stesso Trump, nel suo discorso del 7 gennaio, aveva lanciato un segnale in codice: «Il nostro viaggio — aveva detto il presidente uscente — è solo all’inizio».

Corriere della Sera, 9 febbraio 2021

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