Da quando è arrivato nella colonia penale Ik-2 di Pokrov, a 180 chilometri da Mosca, Aleksej Navalny ha perso 8 chili, soprattutto perché — stando a quanto riporta l’account Telegram del principale oppositore di Vladimir Putin — «non lo fanno dormire e lo svegliano otto volte durante la notte». La perdita di peso, dunque, sarebbe dunque cominciata prima dell’inizio dello sciopero della fame annunciato recentemente dall’avvocato e blogger anticorruzione, che chiede adeguate cure mediche per i forti dolori alla schiena e alle gambe. «Tutti i detenuti che dichiarano lo sciopero della fame devono essere pesati, anche Navalny», riporta l’account Telegram di Navalny. «Secondo i documenti della colonia penale, quando è arrivato pesava 93 chili, ora 85: ha perso 8 chili prima dello sciopero della fame». Nel messaggio si afferma che Navalny non ha ancora ricevuto la visita di un medico per i dolori che denuncia da tempo e «non vi è una diagnosi nel registro sanitario né un referto medico».

Se di dottori a Pokrov non se ne sono ancora visti, Navalny ha ricevuto però una visita inaspettata e, stando al racconto del Washington Post, piuttosto sgradita: quella di Maria Butina, ex spia russa arrestata nel 2018 a Washington, condannata a 18 mesi e scarcerata dopo 5 mesi passati in un penitenziario della Florida. Da quando è tornata a Mosca, nell’ottobre 2019, Butina è diventata una celebrità: lavora per Rt (un tempo noto anche come Russia Today), il canale televisivo controllato dal Cremlino per il quale conduce su YouTube lo show Beautiful Russia boo-boo-boo, un titolo che richiama sarcasticamente proprio Navalny, che nei suoi video fa spesso riferimento alla «bellissima Russia del futuro», e a novembre ha pubblicato il suo Diario della prigionia, un libro in cui ripercorre i mesi difficili passati dietro le sbarre in America. PUBBLICITÀ

Secondo l’account Twitter di Navalny, gestito dai membri del suo team, l’incontro sarebbe durato 15 minuti: Butina — accompagnata da alcuni cameraman —avrebbe sostenuto che la colonia penale Ik-2 è la prigione migliore e più confortevole, mentre l’oppositore l’avrebbe chiamata «parassita» e «serva dei ladri» davanti agli altri prigionieri. L’ex spia avrebbe poi intervistato alcuni «attivisti», i detenuti incaricati del rispetto della disciplina all’interno della prigione, che davanti alle telecamere hanno confermato la qualità e il livello della colonia penale di Pokrov in cui Navalny dovrà scontare 2 anni e 8 mesi di carcere.

Condannato nel 2014 per una truffa alla società francese Yves Rocher che ha sempre sostenuto di non aver subito alcun danno, sentenza ritenuta immotivata anche dalla Corte europea per i diritti umani, Navalny è stato arrestato a gennaio, al rientro dalla Germania, dove era stato curato in seguito all’avvelenamento di agosto in Siberia: accusato di aver saltato i controlli periodici con le autorità carcerarie, non gli è stata concessa nessuna attenuante per le condizioni precarie di salute ed è stato condannato a scontare il resto della pena — 2 anni e 8 mesi, appunto — nella colonia penale di Pokrov.

Corriere della Sera, 2 aprile 2021

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