«A volte c’è un piccolo dettaglio nella vita di una persona famosa che ti resta nella testa per anni: per me c’è Bill Gates che ha negoziato nell’accordo prematrimoniale il diritto di passare un weekend all’anno nella casa al mare della sua ex fidanzata». Nelle ore in cui Bill e Melinda Gates annunciavano il divorzio, arrivato dopo 27 anni di matrimonio, il tweet di Megan Stack, giornalista del Los Angeles Times, ha riportato alla luce un dettaglio ormai dimenticato nella vita del fondatore Microsoft, che aiuta a mettere a fuoco un’unione che sembrava indissolubile, ma che invece è naufragata. All’improvviso, almeno per chi non conosceva le sfumature di quel matrimonio celebrato su una spiaggia delle isole Hawaii a capodanno del 1994, con una cerimonia segretissima — avevano noleggiato tutti gli elicotteri dell’isola per evitare i paparazzi — accompagnata dalla voce di Willie Nelson.

La fonte di Stack è un vecchio articolo della rivista Time, scritto nel gennaio del 1997 dal grande biografo Walter Isaacson (fra gli altri ha raccontato Steve Jobs, Albert Einstein, Benjamin Franklin e Henry Kissinger): in cerca del vero Bill Gates — questo era anche il titolo del lungo articolo — e dei valori che lo animavano, Isaacson ne tratteggiava il tormentato rapporto con la madre, convinta da uno psicologo ad accettare la sconfitta nelle battaglie con quel figlio testardo e geniale, l’amicizia con il socio Paul Allen, insieme al quale imparò il linguaggio dell’informatica in giovanissima età, gli addii al celibato degli anni Ottanta, quando gli amici si sposavano e lui festeggiava insieme all’amico Steve Ballmer — 30esimo dipendente e futuro amministratore delegato della sua compagnia — con spogliarelliste e tuffi in piscina senza vestiti.

È proprio negli anni più sfrenati della sua (tarda) giovinezza, quando si dilettava con «giochi intellettuali» e accumulava auto di lusso — una Porsche 911, Porsche 930 Turbo che chiamava il «razzo», una Mercedes, una Jaguar XJ6, una Carrera Cabriolet 964, una Porsche 959 da 380 mila dollari e una Ferrari 348 — che Gates, 31enne e appena diventato miliardario, incontra Melinda Ann French durante un evento stampa di Microsoft a Manhattan nel 1987: ha nove anni meno di lui, è dipendente della sua società, è riservata e molto cattolica, mentre Bill viene da una famiglia cristiana congregazionale. Quando nel 1993 le chiese di sposarlo, «dirottò» l’aereo che da Palm Springs li stava riportando a casa a Seattle, virando su Omaha, in Nebraska, per fermarsi da Warren Buffett: era domenica notte, «l’oracolo» fece aprire una gioielleria e li aiutò a scegliere l’anello.

E qui, per i Gates, inizia l’epoca dei compromessi. Alla nascita della prima figlia Jennifer, nel 1996, Melinda comunica a Bill di volerla crescere secondo i dettami della religione cattolica, ma offre al marito un accordo: se avesse cominciato ad andare in chiesa ogni domenica, avrebbe accettato per la bambina qualsiasi religione. Bill è tentato, ci pensa, poi decide: «Valutando in termini di distribuzione delle risorse in base al tempo, la religione non è molto efficiente», spiegherà in seguito a Isaacson. «Ci sono un sacco di cose che posso fare la domenica mattina». Il grande compromesso, quello che sta facendo discutere in queste ore, riguarda però Ann Winblad, imprenditrice tecnologica e venture capitalist con cui Bill era stato fidanzato negli anni Ottanta.

Si erano conosciuti nel 1984 a una conferenza tecnologica e avevano cominciato a uscire virtualmente: andavano a vedere lo stesso film in città diverse, e intanto si parlavano al telefono. Si lasciarono nel 1987, poco prima che Bill conoscesse Melinda, anche perché Winblad era più grande di cinque anni e cercava un matrimonio: rimasero però molto amici, al punto che mentre lui, Bill, decideva se sposare lei, Melinda, chiamò l’altra, Ann, chiedendole l’approvazione. Che arrivò. «La ragazza — gli disse — ha forza intellettuale». Una forza sufficiente da concedere al marito e all’ex fidanzata un lungo weekend ogni primavera, una tradizione che Gates e Winblad hanno portato avanti a lungo nel cottage sulla spiaggia che lei aveva acquistato ad Outer Banks, in North Carolina: insieme — raccontavano gli ex fidanzati — sgommavano sulle «dune buggy», una sorta di kart da spiaggia, e discutevano di biotecnologia mentre giocavano con i videogiochi.

Corriere della Sera, 4 maggio 2021

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