Zaila Avant-garde, 14 anni, è diventata giovedì sera la prima afroamericana a vincere lo Scripps National Spelling Bee, il campionato nazionale di ortografia giunto alla 93esima edizione e conquistato in passato soltanto da un’altra ragazzina nera, la 12enne giamaicana Jody-Anne Maxwell nel 1998. Da allora era cominciato un dominio di giovani vincitori originari del Sudest asiatico, che quest’anno — per la prima volta dal 2008 — non sono riusciti a trionfare nella gara di spelling più popolare al mondo.

Pronunciando correttamente, dopo una battuta che ha fatto ridere i giudici e una piccola esitazione, la parola «murraya», una pianta tropicale, Avant-garde ha sconfitto gli altri 10 finalisti impegnati a Orlando, in Florida, e si è aggiudicata i 50 mila dollari del primo premio davanti alla first lady Jill Biden. In finale — dopo aver affrontato 18 turni e 209 concorrenti arrivati da Stati Uniti, Bahamas, Canada, Ghana e Giappone — ha superato la 12enne Chaitra Thummala di San Francisco, che è scivolata sulla parola «neroli», un olio essenziale, scambiando la «O» per una «E».

Originaria di Harvey, in Louisiana, Avant-garde si è appassionata allo spelling a 10 anni, ma ha cominciato ad allenarsi in modo competitivo soltanto due anni fa. «In genere provo a fare 13 mila parole al giorno, ci vogliono circa 7 ore», ha raccontato al Times-Picayune, il quotidiano di New Orleans, specificando che in fondo si tratta soltanto di un hobby. «Cerchiamo però di non esagerare, ho anche la scuola e il basket».

La campionessa — il cui padre ha cambiato il cognome Heard in Avant-garde in omaggio alla leggenda del jazz John Coltrane — non va però a scuola, fa lezione a casa da privatista, ed è già una piccola star della pallacanestro: detiene tre record di palleggio nel Guinness dei primati e nel 2018 è apparsa in uno spot pubblicitario con il fuoriclasse dei Golden State Warriors Stephen Curry. «Spero che fra qualche anno», ha detto venerdì mattina, dopo la vittoria, allo show televisivo Good Morning America, «ci saranno molte più ragazze afroamericane, e anche ragazzi, che faranno bene allo Spelling Bee».

Corriere della Sera, 9 luglio 2021

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