La California ha accordato un risarcimento di 7,5 milioni di dollari alle vittime del programma di sterilizzazione forzata avviato a inizio Novecento e durato fino alla fine degli anni Settanta, una pratica che la portò a essere all’avanguardia nella sperimentazione eugenetica americana e mondiale. Fu il terzo Stato ad approvare una legge sulla sterilizzazione nel 1909 e già nel 1921 praticava l’80 per cento delle operazioni effettuate in tutto il Paese, al punto che negli anni Trenta i membri del partito Nazista tedesco chiesero agli scienziati californiani consigli su come sviluppare il proprio programma di eugenetica.

Si calcola che fra il 1909 e il 1979 — quando il programma fu messo parzialmente fuori legge — oltre 20 mila persone furono sottoposte in California a sterilizzazione forzata, perché considerate «deboli» o «indesiderabili», quindi «inadatte alla riproduzione»: i più colpiti — spiegava in un rapporto del 2019 la deputata statale democratica Wendy Carrillo, che ha scritto la nuova legge — erano «le persone di colore, quelle con disabilità, e coloro che vivevano nelle comunità più povere e vulnerabili».

La sterilizzazione forzata fu approvata in 32 Stati, ed è stata praticata su oltre 60 mila persone in tutti gli Stati Uniti, bambini compresi, ma la California ha avuto il programma più noto e longevo: solo nel 2014 è stata approvata infatti una legge che ha bandito quella dei detenuti. Fino ad allora continuarono a essere sterilizzate soprattutto le donne incarcerate, spesso — ha appurato anni fa un rapporto del Center for Investigative Reporting — senza averne ottenuto legalmente il consenso.

Arrivato sull’onda di quelli approvati in Virginia e North Carolina, dove venivano sterilizzate soprattutto donne nere, il risarcimento californiano è contenuto nel budget da 100 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2021/22, che il governatore democratico Gavin Newsom ha firmato questa settimana. Non è stato appurato quanti siano i sopravvissuti, ma secondo le stime dovrebbero avere diritto al risarcimento circa 600 persone, fra cui alcune che sono ancora dietro le sbarre, che riceveranno 25 mila dollari a testa.

Corriere della Sera, 14 luglio 2021 (newsletter AmericaCina)

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