Un altro degli uomini di Donald Trump è finito dietro le sbarre. Ieri in California è stato arrestato Tom Barrack, imprenditore miliardario e amico fidato dell’ex presidente, che nel 2016 gli aveva affidato la commissione incaricata di organizzare la cerimonia di insediamento alla Casa Bianca (nell’immagine di apertura della newsletter, foto Afp). Barrack, 74 anni, è accusato insieme ad altre due persone di aver violato le leggi federali americane, operando come agente degli Emirati Arabi Uniti fra aprile 2016 e aprile 2018, ma anche di aver ostacolato la giustizia e aver rilasciato a giugno del 2019 false dichiarazioni agli agenti federali che indagavano sul caso. «Questo comportamento», ha detto il responsabile della sicurezza nazionale al dipartimento di Giustizia, Mark Lesko, «non è altro che un tradimento dei funzionari americani, incluso l’ex presidente».

Sfruttando il suo rapporto con Trump, vecchio di decenni, Barrack avrebbe infatti promosso gli interessi degli Emirati senza tuttavia registrarsi come lobbista né rivelare ai funzionari dell’amministrazione che lavorava per conto di un altro Paese. Secondo gli inquirenti, l’imprenditore, che gode di ottime connessioni nel mondo politico e finanziario, avrebbe cominciato l’opera già durante le primarie del 2016, tentato di far modificare le parole di un discorso durante la campagna elettorale. Avrebbe poi caldeggiato assunzioni nell’amministrazione appena insediata e avrebbe sostenuto gli Emirati nello scontro con il Qatar, acerrimo rivale regionale.

Barrack avrebbe anche preso appuntamenti telefonici, redatto dichiarazioni, bloccato incontri e, più in generale, fatto il possibile per rendere le politiche americane favorevoli alla «squadra di casa», come definiva gli Emirati in un’email indrizzata a uno degli altri due incriminati. L’imprenditore non sarebbe stato pagato direttamente per il suo lavoro occulto, ma un fondo sovrano del Paese del Golfo avrebbe investito somme importanti in Colony Capital, la società d’investimento fondata da Barrack, che si è dimesso quest’anno.

Gli altri due arrestati sono Matthew Grimes, impiegato della società che riportava direttamente a Barrack, e Rashid Alshahhi, cittadino degli Emirati che viveva in California fino al 2018, quando lasciò il Paese in tutta fretta tre giorni dopo un interrogatorio dell’Fbi. Barrack e Grimes si sono presentati ieri in tribunale, dove il giudice ha stabilito che dovranno rimanere in custodia mentre i loro legali trattano i termini della cauzione.

Corriere della Sera, 21 luglio 2021 (newsletter AmericaCina)

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