Centinaia di bambini indonesiani sono morti di Covid nelle ultime settimane. L’arrivo della variante Delta nel Sudest asiatico, dove i tassi di vaccinazione sono bassi e i Paesi molto popolati, ha colpito in particolare l’Indonesia, il quarto Paese con più abitanti al mondo, che a luglio ha superato India e Brasile per numero di contagi quotidiani, diventando il nuovo epicentro della pandemia: secondo i dati diffusi dal governo, soltanto venerdì si sono avuti quasi 50 mila nuovi casi e 1.566 vittime, che portano il totale oltre i 3 milioni di casi e le 83 mila vittime dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Secondo gli esperti, tuttavia, i numeri potrebbero essere molto più ampi, perché i tamponi sono molto limitati.

Questa nuova ondata, la più forte dall’inizio della pandemia in Indonesia, ha colpito in particolare i bambini. Nell’ultimo mese ne sono morti oltre 100 a settimana: si tratta del tasso di mortalità infantile più alto del pianeta. «I nostri numeri sono i più alti del mondo», ha detto al New York Times il dottor Aman Bhakti Pulungan, capo della società pediatrica indonesiana, secondo cui oggi i bambini rappresentano il 12,5 per cento dei contagi, in notevole aumento rispetto ai mesi precedenti. Soltanto nella settimana del 12 luglio, specifica il dottor Aman, oltre 150 bambini sono morti di Covid, e metà avevano meno di 5 anni.

Dall’inizio della pandemia, le vittime di età inferiore ai 18 anni sono oltre 800. Secondo gli esperti interpellati dal Times, molti avevano condizioni di salute pregresse, come malnutrizione, obesità o diabete, che rendono i bambini più vulnerabili. Un altro fattore è rappresentato dal basso tasso di vaccinazione: soltanto il 16 per cento degli indonesiani ha ricevuto una dose e appena il 6 per cento è stato completamente vaccinato. L’Indonesia, oltretutto, ha aperto solo recentemente la campagna ai ragazzi di età compresa fra i 12 e i 18 anni.

Gli ospedali sono poi saturi e solo pochi istituti sono in grado di curare bambini malati di Covid. Molti adulti vengono mandati a casa, in isolamento, dove aumentano però le possibilità di contagiare i più piccoli. Un altro fattore di rischio, soprattutto per i neonati, è rappresentato dalle tradizioni. «Ci sono molti neonati che vengono dimessi con un test negativo, ma che puoi contraggono il Covid attraverso le visite di parenti e vicini di casa, e muoiono», ha spiegato Edhie Rahmat, di Project Hope. C’è infine l’effetto sulle vaccinazioni di routine, fondamentali per la loro sopravvivenza: secondo Al Jazeera, sono circa 800 mila i bambini che lo scorso anno hanno saltato quelle per poliomelite, orecchioni ed epatite B.

Corriere della Sera, 27 luglio 2021 (pag 9)

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