Alle elezioni del 2020 il governatore della West Virginia Jim Justice ha ottenuto un secondo mandato con un margine di 33 punti sullo sfidante democratico, una vittoria schiacciante che non è riuscito a replicare ad agosto, quando la sua candidatura per allenare la squadra maschile di basket della Greenbrier East High School è stata bocciata dai tre pensionati che siedono nel board scolastico della contea. Una decisione che ha mandato su tutte le furie Justice, 70 anni, l’uomo più ricco e potente dello Stato, con un patrimonio di 1,2 miliardi di dollari: dopo aver ereditato una piantagione di cereali e le miniere di carbone del padre, ha costruito un impero onnivoro che oggi lo vede amministratore delegato di circa 50 aziende, dai resort di lusso al settore agricolo, dai campi da golf alle riserve di pesca.

In politica Justice è altrettanto vorace: è saltato dal partito repubblicano a quello democratico, per poi rientrare in quota trumpiana fra le fila conservatrici, e questo restituisce la cifra di un personaggio irruento, inseguito dalle cause legali — denunce per fatture da milioni di dollari non saldate, ma anche perché preferisce dormire nella sua residenza di Greenbrier invece che nella capitale, come vuole la costituzione — e dai conflitti d’interesse, abituato a riscriversi le regole e mai disposto ad accettare una sconfitta, come quella imposta dal board. Dopo un lungo tira e molla andato avanti tutta l’estate, martedì Justice ha infine ritirato la propria candidatura per sostituire Bimbo Coles, ex giocatore Nba che aveva annunciato le dimissioni a inizio luglio, minacciando al tempo stesso una causa contro i tre pensionati.

«Oltre a Dio nell’alto dei Cieli e alla famiglia, metto i miei compiti di governatore sopra ogni altra cosa. Tutto quello che faccio è lavorare, io amo il mio lavoro e il popolo della West Virginia, specialmente i ragazzi, a cui auguro ogni successo. Quella che ho subito è però un’azione vile, un comportamento che qualsiasi tribunale riterrebbe apertamente arbitrario e bizzoso», ha scritto il governatore, che da vent’anni allena con successo la squadra femminile del liceo e per 7 anni, prima di essere eletto, aveva condotto anche quella maschile. «L’odio dei membri del board fa male, quando ami la tua scuola e la tua comunità fa ancora più male. Nonostante questo, ritiro la mia candidatura. Mi rifiuto di perdere tempo a combattere l’ODIO».

Justice effettivamente ha uno score straordinario — ha vinto il 74 per cento delle partite — e ha anche pagato di tasca propria il parquet della palestra, sul quale ha fatto incidere la sua firma a futura memoria. La bocciatura, a quanto pare, non ha però motivazioni politiche o personali: i genitori e gli studenti che si sono espressi contro di lui hanno semplicemente spiegato di preferire un allenatore che possa essere presente a tempo pieno, invece dell’uomo più impegnato dello Stato. «Non ce l’ho affatto con Justice», ha affermato Richard Parker, uno dei membri del board, prima di apprendere che potrebbe essere chiamato a spiegare le sue ragioni in tribunale. «Ma non capisco come possa essere alle partite delle ragazze e dei ragazzi, e al tempo stesso fare il suo lavoro di governatore».

Corriere della Sera, 23 settembre 2021 (newsletter AmericaCina)

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