La senatrice Kyrsten Sinema ha superato al centro Joe Manchin, diventando il simbolo della fronda moderata che sta tenendo in ostaggio le riforme del presidente Biden. Prima democratica eletta al Senato in Arizona dopo trent’anni, nel 2018, ma talmente centrista da non essere in disaccordo su nulla con l’ex presidente Donald Trump, come disse un paio d’anni fa in una rara intervista al Wall Street Journal, il suo voto è il tassello che manca ai progressisti per portare a casa la vittoria, e questo l’ha resa un bersaglio degli attivisti che in tutto il Paese premono per un deciso passo avanti nelle politiche sociali.

Domenica Sinema ha subito un’imboscata nel bagno dell’Arizona State University, dove tiene un corso sul lavoro sociale e le raccolte fondi. Gli attivisti di Arizona Wins Coalition, un gruppo che ha sostenuto la sua campagna elettorale senza — dicono — ricevere nulla in cambio, neanche un grazie, hanno fatto irruzione nell’aula e l’hanno seguita fino al bagno, filmandola e chiedendole di votare il pacchetto Build Back Better. Mentre la senatrice era chiusa nel gabinetto, una giovane immigrata dell’Arizona di nome Blanca ha raccontato la storia della sua famiglia, arrivata in Arizona quando lei aveva 3 anni, e dei suoi nonni, immigrati irregolari espulsi nel 2010.

Il nonno è morto due settimane fa e Blanca non è neanche potuta andare in Messico per salutarlo. «Questo perché per noi non c’è un percorso per la cittadinanza, ci sono milioni di persone come me a cui devi dare conto: abbiamo bussato a centinaia di porte per te», ha detto Bianca, accompagnata da un concerto di sciacquoni. «Devi rispettare le promesse, non è giusto». Il filmato ha avuto 6 milioni di visualizzazioni in un paio di giorni e la senatrice, che raramente si confronta con gli elettori, è stata costretta a rispondere, definendo «illegittima» la protesta

Le contestazioni sono proseguite lunedì, a bordo del volo che da Phoenix la riportava a Washington: un’altra attivista, filmandosi, le ha chiesto con calma ed educazione di impegnarsi per le persone che, come lei, chiedono un percorso per la cittadinanza. Anche in questo caso la senatrice Sinema non ha proferito parola, il video è finito su Twitter e ha fatto altri 2 milioni di visualizzazioni. «Ha trattato un cittadino in modo irrispettoso e sprezzante, dimostrando che per lei non merita tempo», spiegava il tweet. Ad accoglierla all’aeroporto Reagan della capitale americana c’erano altri attivisti ancora, a cui Sinema non ha dato risposta: una sequenza che si ripeterà, probabilmente, finché non il pacchetto di Biden non passerà al Senato, e che ricorda gli agguati subiti dal collega repubblicano Mitt Romney, «colpevole» per i conservatori di aver votato a favore dell’impeachment di Donald Trump.

Corriere della Sera, 6 ottobre 2021

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