Robert F. Kennedy Jr., uno dei leader globali del movimento no vax, sarà a Milano sabato 13 novembre per una manifestazione organizzata dalla sua associazione Children’s Health Defense (alle 15 all’Arco della Pace, ma c’è chi, come il «barone nero» Roberto Jonghi Lavarini, ha convocato il raduno in piazza Duomo), che porta avanti campagne antivaccinali ed è stata bannata da YouTube. Figlio di Bobby e nipote di Jfk, allontanato pubblicamente dalla famiglia — una rarità per i Kennedy — a causa delle sue teorie negazioniste sul Covid, Robert Kennedy salirà sul palco milanese insieme a due dirigenti della sua organizzazione — Mary Holland e Senta Depuydt — per protestare contro il green pass e per «difendere i principi della democrazia, la libertà di scelta terapeutica, il diritto al consenso informato, la tutela del diritto alla privacy e all’autodeterminazione, la trasparenza in ambito scientifico», come recita il volantino dell’evento diffuso sui social network. «Non sono contro il vaccino e non sono un no vax», ha specificato il 20 ottobre in un’intervista a La7, «ma nessuno dovrebbe essere obbligato ad assumere una medicina che non vuole».

In realtà Kennedy, 67 anni, avvocato, fa parte della «sporca dozzina», le 12 persone fisiche che da sole hanno prodotto due terzi della disinformazione social contro il vaccino negli Stati Uniti: è al secondo posto di questa non lusinghiera classifica stilata dal Center for Countering Digital Hate e dall’Anti-Vax Watc, dietro all’osteopata Joseph Mercola, ed è anche stato cacciato da Instagram in modo permanente a febbraio, pur restando su Twitter e Facebook. Il 16 novembre uscirà inoltre il suo libro The Real Anthony Fauci: Bill Gates, Big Pharma, and the Global War on Democracy and Public Health, pubblicato per ora solo in inglese, in cui identifica i grandi nemici del movimento — il virologo Fauci e il miliardario Gates — e condensa tutte le teorie no vax e cospirative emerse in quasi due anni di pandemia, a cominciare da quelli che collegano l’immunizzazione a una serie di patologie infantili come l’autismo. Secondo la teoria di Kennedy, spiega la rivista Nature, Bill Gates pagherebbe Fauci per far produrre medicine a case farmaceutiche su cui poi lo stesso imprenditore investe e a cui garantisce l’utilizzo in Africa grazie al controllo che esercita sull’Organizzazione mondiale per la Sanità.

Lo scorso anno Robert Kennedy è emerso come un leader del movimento internazionale pronunciando un ormai famosissimo discorso no vax a Berlino, non molto lontano da dove suo zio John declamò il «celebre Ich bin ein Berliner» nel 1963, che ha circolato ampiamente in rete. «Mio zio John Kennedy venne a parlare a in questa città perché era l’ultima frontiera contro il totalitarismo globale. E ancora oggi questa città è la frontiera contro il totalitarismo globale, voi siete la frontiera contro il totalitarismo», disse ai 38 mila manifestanti che protestavano contro le restrizioni imposte dal governo di Angela Merkel. «I governi amano le pandemie per lo stesso motivo per cui amano la guerra: perché permettono loro di imporre un controllo della popolazione che in altre circostanze non sarebbero mai permesse. Persone come Bill Gates ed Anthony Fauci hanno pianificato questa pandemia da decenni», concluse, «e ora fingono di non sapere come controllarla».

Prima di far parte della «sporca dozzina», Robert Kennedy è stato un pioniere delle battaglie ambientaliste, lavorando per trent’anni, a partire dal 1986, con il Natural Resources Defence Council, insegnando diritto ambientale alla Pace University di New York e fondando nel 1999 la Waterkeeper Alliance. «Il suo lavoro per ripulire il fiume Hudson e la sua instancabile difesa contro le organizzazioni multinazionali che hanno inquinato i nostri fiumi e messo in pericolo le famiglie ha influenzato positivamente la vita di molti americani. Siamo con lui nella sua continua lotta per proteggere il nostro ambiente. Tuttavia, sui vaccini si sbaglia», scrivevano nel 2019 su Politico i fratelli Kathleen e Joseph e la nipote Maeve (scomparsa lo scorso anno) nel celebre articolo in cui la famiglia prese le distanze. «Noi lo amiamo, è nostro fratello e nostro zio, ma fa parte di una campagna di misinformazione che sta avendo conseguenze strazianti e mortali».

Terzo degli undici figli di Robert ed Ethel Kennedy, aveva 14 anni quando il padre fu ucciso a Los Angeles nel 1968. Laureato a Harvard, quando era assistente procuratore distrettuale di Manhattan, a 31 anni, fu trovato in possesso di eroina mentre era a bordo di un aereo e fu condannato a due anni con la condizionale. Da allora cominciò la sua carriera da avvocato ambientalista, contro l’inquinamento delle acque e l’uso dei combustibili fossili, in difesa delle popolazioni indigene, arrivando altrettanto presto alle battaglie no vax: sul finire degli anni Novanta fondò la Food Allergy Initiative, che sosteneva il legame fra i vaccini e alcune allergie e fu fra i primi promotori della teoria che provocano l’autismo. Falconiere professionista, appassionato kayaker, è stato sposato tre volte — la seconda moglie Mary è morta tragicamente nel 2012, la terza è l’attrice di Curb Your Enthusiasm Cheryl Hines — ed è padre di sei figli, fra cui l’omonimo Bobby Kennedy III, 37 anni, noto in Italia per aver scritto e recitato nel film AmeriQua (2013), in cui raccontava le sue peripezie da studente americano a Bologna, Conor, 27, brevemente fidanzato con Taylor Swift, e Kyra, modella 21enne.

Corriere della Sera, 10 novembre 2021 (pag 5)

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