L’onda dello scandalo che ha portato alle dimissioni l’ex governatore di New York Andrew Cuomo, accusato di molestie da numerose donne, sta ora travolgendo anche il fratello Chris, conduttore di Cnn. Sono lontani i tempi «eroici» della pandemia, quando il governatore era la voce rassicurante della nazione, il giornalista conduceva il suo show dal seminterrato di casa perché positivo al virus, i due fratelli duettavano in televisione e tiravano in mezzo la madre Matilda, a cui fu intitolata la legge per la protezione degli anziani. Ad agosto Andrew Cuomo, 64 anni, ha accettato di dimettersi, non prima di aver provato in ogni modo a resistere alle accuse: complice in questa strategia, rivela ora il New York Times, era anche il fratello Chris, 51 anni, impegnato attivamente nel difendere la reputazione del governatore, nel definirne la difesa, addirittura nel passare informazioni ai suoi assistenti.

«Dovete fidarvi di me», diceva a marzo a Melissa DeRosa, braccio destro del fratello che gestiva la situazione. «Stiamo facendo errori che non possiamo permetterci». Messo nell’angolo, il governatore si confrontava ormai soltanto con le persone di cui si fidava ciecamente: fra loro c’era ovviamente il fratello Chris che, spiega Nbc, avrebbe giocato un ruolo molto maggiore di quanto abbia ammesso finora. «Quanto la situazione è peggiorata, mio fratello mi ha chiesto di stare nel gruppo», ha raccontato agli agenti che lo interrogavano, sostenendo però di non aver mai manipolato la copertura della notizia o di essersi rivolto ad altri giornalisti per aiutare il fratello. «Ascoltavo e davo la mia opinione, in qualità di fratello», ha detto a un certo punto il giovane Cuomo ai suoi ascoltatori, spiegando che il suo consiglio è sempre stato quello di «dire la verità» e in caso dimettersi.

In realtà, stando a messaggi, email e testimonianze raccolte dagli inquirenti dell’ufficio del procuratore generale di New York Letitia James — oggi a sua volta candidata per governare lo Stato — Chris sarebbe andato oltre. Sfruttando le proprie fonti e i propri rapporti, avrebbe aggiornato la squadra del governatore sui giornalisti che intendevano occuparsi della questione e sulle storie in uscita, fornito informazioni sulle accusatrici, partecipato alle chiamate per definire la strategia difensiva, suggerito i comunicati, aiutato di fatto i consiglieri di Andrew a manipolare la stampa, a screditare le accusatrici e a rimandare le dimissioni, che lui in privato scoraggiava. «Ne discuteremo e cercheremo di fare chiarezza», ha commentato Cnn lunedì, quando le testimonianze del caso Cuomo sono state rese pubbliche. «Questi documenti necessitano di un’approfondita revisione e considerazione».

Corriere della Sera, 30 novembre 2021 (newsletter AmericaCina)

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