La crisi ucraina potrebbe spingere la Finlandia verso la Nato. Fra le richieste avanzate da Vladimir Putin per non invadere la regione separatista e filorussa del Donbass, infatti, c’era il divieto di espansione dell’alleanza atlantica nell’Europa orientale, un veto che ha però riacceso il dibattito in Finlandia, che con la Russia condivide un confine di 1.340 chilometri: nel corso del loro discorso di inizio anno, sia il presidente Sauli Niinisto che la premier Sanna Marin hanno puntualizzato che Helsinki si riserva l’opzione di aderire al Trattato nordatlantico in qualsiasi momento. «Chiariamolo ancora una volta: lo spazio di manovra e la libertà di scelta della Finlandia comprendono anche la possibilità di un allineamento militare o di una domanda d’ingresso nella Nato, dovessimo decidere così», ha affermato il preside Niinisto.

Citando l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, Niinisto ha anche sostenuto che, senza una minaccia militare, l’Occidente rischia di rafforzare la Russia. «Abbiamo dimostrato di aver imparato dal passato», ha aggiunto a distanza la premier Marin, riferendosi alla guerra combattuta contro l’Unione Sovietica nell’inverno del 1939-40. «Non cederemo sul nostro spazio di manovra». La Finlandia, come la Svezia, non è militarmente allineata ma ha un solido rapporto di cooperazione con la Nato e con diversi membri dell’alleanza: una richiesta di ammissione non sembra imminente, sostiene il Financial Times, ma le tensioni in Ucraina hanno riportato il dibattito interno a un livello che non si vedeva dal 2014, ai tempi dell’annessione russa della Crimea. La sicurezza interna, inoltre, è sempre rimasta una priorità, anche dopo la fine della Guerra Fredda.

Le trattative incrociate per evitare un conflitto in Ucraina, dunque, proseguono senza sosta. Se il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha detto la settimana scorsa che l’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato «avrebbe serie conseguenze politiche e militari, che richiederebbero un’adeguata risposta», ieri il presidente americano Joe Biden ha parlato con il collega ucraino Volodymyr Zelensky garantendo una risposta «decisa» se la Russia dovesse invadere l’Ucraina: una telefonata, ha spiegato via Twitter lo stesso presidente ucraino, che «chiarisce la natura speciale del nostro rapporto». I due leader, ha aggiunto Zelensky, hanno discusso della necessità di «garantire la pace in Europa, di prevenire una nuova escalation, di riforme e di una deoligarchizzazione».

Soltanto giovedì, nel corso di un colloquio di 50 minuti, Biden aveva invitato il presidente russo ad allentare la pressione sul fronte orientale dell’Ucraina, dove ha radunato circa 100 mila soldati, minacciando dure conseguenze economiche se Putin dovesse invadere il Paese. Il presidente russo, invece, non ha mai escluso un intervento militare e ribadisce di avere «tutte le opzioni» per impedire un’espansione della Nato. «Se i nostri interlocutori occidentali continuano con questa linea aggressiva», aveva detto in un discorso televisivo a fine dicembre, «prenderemo contromisure tecnico-militari proporzionali e risponderemo con fermezza a passi non amichevoli». Americani, russi e rappresentanti della Nato si incontreranno nuovamente domenica 9 e lunedì 10 gennaio a Ginevra.

Corriere della Sera, 3 gennaio 2022

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