«È la cosa più bizzarra che mi sia mai successa. Mentre guidava le mie campagne elettorali, molte delle quali con grande successo, stava organizzando un omicidio». Bastano le parole di Ray Lesniak, ex senatore statale del New Jersey, per riassumere la doppia vita di Sean Caddle, apprezzato consulente democratico di 44 anni che martedì ha ammesso di aver assoldato due sicari per uccidere il discendente di una locale dinastia politica, Michael Galdieri, pugnalato a morte a maggio del 2014 nella sua casa di Jersey City, poi data alle fiamme. «Fu un crimine spietato e violento, e l’imputato ne è responsabile quanto i due uomini che hanno usato il coltello», ha scritto nel comunicato stampa Phil Sellinger, procuratore distrettuale del New Jersey. «Ha ammesso di aver organizzato e pagato per l’omicidio due persone, e ora pagherà per il suo crimine».

Per l’omicidio, Caddle — che ha lavorato anche per il senatore del New Jersey Bob Menendez fra il 2003 e il 2005 — assoldò un conoscente del Connecticut, George Bratsenis, che a sua volta coinvolse Bomani Africa, un 61enne di Philadelphia che con la sua confessione ha fornito i primi indizi per risolvere il caso: il consulente politico offrì loro migliaia di dollari e saldò il conto in contanti il giorno dopo la morte di Galdieri, nel parcheggio di un diner di Elizabeth, New Jersey. Dal comunicato stampa della procura distrettuale mancava il nome della vittima, ma per i giornali locali è stato facile risalire al caso irrisolto di Galdieri, ucciso a 52 anni, figlio dell’ex senatore statale James A. Galdieri, morto nel 1944, e nipote dell’omonimo deputato James J. Galdieri, morto nel 2009.

La vittima aveva lavoravo per la società di consulenza di Caddle, Arkady, che gestiva comitati di azione politica creati per pompare soldi di provenienza sconosciuta nelle contese elettorali del New Jersey. Nel 2005, poi, Galdieri aveva provato a seguire le orme politiche del padre e del nonno, candidandosi al consiglio comunale del New Jersey, ma venne arrestato la notte prima delle elezioni per droga e possesso di armi. Disse di essere stato incastrato, ma si dichiarò colpevole per ottenere uno sconto di pena e finì in prigione per due anni. Chi lo conosceva, scriveva l’Hudson Reporter un mese dopo la sua morte, sospettava però che ci fosse davvero stato un complotto: la droga probabilmente era la sua, ma le armi no. «Semplicemente non era il suo stile», disse una fonte ad Al Sullivan, giornalista locale che stava indagando sul misterioso omicidio di Galdieri.

Caddle, ora ai domiciliari dopo il pagamento di una cauzione da un milione di dollari, rischia una multa da 250 mila dollari e l’ergastolo, così come Africa, già rinchiuso in un carcere del Rhode Island per una rapina a mano armata compiuta in Connecticut sempre nel 2014: la sentenza è attesa per il 7 giugno. «La loro ammissione di colpevolezza — ha commentato l’agente dell’Fbi George Crouch, che a lungo ha indagato sul caso — porterà un qualche senso di chiusura alla famiglia della vittima, che per otto anni si è chiesta chi avesse ucciso il loro caro». È una storia degna di House of Cards o dei fratelli Coen, a cui manca ora soltanto una cosa: il movente. «Lo conoscevo dalla fine del liceo, era un bravo ragazzo e amava il gioco della politica», ha ammesso il consigliere della contea di Hudson Bill O’Dea. «Al tempo tutti pensavano che fosse stato ucciso per una questione di droga o di soldi, ma queste rivelazioni portano tutto a un altro livello».

Corriere della Sera, 27 gennaio 2022 (newsletter AmericaCina)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...