È morta a 30 anni Cheslie Kryst, che diventando Miss Usa nel 2019 era entrata nella storia americana, ma che — raccontava — delle sue conquiste sentiva tutto il peso. La polizia di New York ha rinvenuto il corpo domenica mattina, su un marciapiede innevato della 42esima strada, e sta trattando il caso come suicidio: nel suo appartamento al nono piano del The Orion, il grattacielo di Hell’s Kitchen in cui viveva, gli agenti hanno trovato un biglietto con cui lasciava tutti i propri averi alla madre. Poco prima, su Instagram, aveva pubblicato un messaggio: «Possa questo giorno portarti riposo e pace».

Nata in Michigan nel 1991, trasferita in North Carolina quando era ancora bambina, Kryst si era laureata all’Università della South Carolina, dove aveva gareggiato nella corsa campestre a livello agonistico, e aveva ottenuto una laurea in legge a Wake Forest. Lavorava come avvocata civilista e offriva servizi legali gratuiti ai detenuti che riteneva avessero ricevuto sentenze inique quando, nel 2019, decise di seguire le orme della madre, ex Mrs. North Carolina 2002: vinse il concorso e si qualificò per Miss Usa, dove conquistò pubblico e giuria non solo con la sua bellezza, ma anche per la presenza scenica e il curriculum inusuale. «I soffitti di vetro si infrangono sia indossando le gonne che i pantaloni», disse durante l’evento, ricordando la volta in cui un giudice le suggerì di indossare la gonna. «Non dite alle donne come vestirsi».

Sul palco appoggiò il #MeToo — «Come avvocato, è quello che voglio per questo Paese», disse — e scelse di mostrare i suoi ricci naturali, una decisione che, raccontò a Refinery 29, sperava desse maggior fiducia alle donne. Fu un trionfo. A 28 anni divenne la reginetta più «anziana» di sempre, per di più in un anno storico: i cinque principali concorsi di bellezza americani furono tutti vinti da donne afroamericane.

Prese allora un’aspettativa dallo studio legale e, dopo essere entrata nella top ten di Miss Universo, debuttò nel mondo dello spettacolo: prima aprì un blog, White Collar Glam, con cui voleva aiutare le donne a scegliere capi abbordabili da indossare al lavoro, poi divenne corrispondente del programma d’intrattenimento Extra, ricevendo due nomination agli Emmy.

Questa ascesa straordinaria aveva però un lato oscuro, che Kryst non nascondeva: le lunghe giornate di lavoro, la difficoltà di bilanciare vita pubblica e privata, gli hater che le inviavano faccine che vomitano o la accusavano di essere troppo vecchia, quelli che prendevano di mira il suo corpo scolpito dalla corsa. Lo aveva raccontato, neanche un anno fa, in un articolo pubblicato sulla rivista Allure, in cui rivelava le difficoltà di una vita all’apparenza perfetta. «Quando penso che sto per compiere 30 anni rabbrividisco», scriveva, ammettendo di sentirsi fuori tempo massimo. «La società non è mai stata buona con chi invecchia».

Corriere della Sera, 1 febbraio 2022 (pag 19)

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