Negli Stati Uniti è la stagione dei biscotti, quelli venduti dalle «girl scout» porta a porta, o negli stand sui marciapiedi per raccogliere fondi destinati alle attività del gruppo e, al tempo stesso, imparare i segreti della libera impresa. È una tradizione che dura di norma da gennaio ad aprile e coinvolge in media un milione di ragazzine, capaci di vendere 200 milioni di pacchetti all’anno e raccogliere 800 milioni di dollari. Si tratta del «più grande programma di alfabetizzazione finanziaria del Paese», dice l’associazione delle Girl Scouts of the Usa, grazie al quale le ragazzine imparano a calcolare costi e ricavi, a fare un business plan, a comprendere il rapporto tra lavoro e guadagno.

Se l’anno scorso la pandemia le aveva bloccate in casa, lasciandole con circa 15 milioni di confezioni invendute che provarono a smaltire online, quest’anno le giovani scout d’America sono state costrette a imparare qualche lezione di macroeconomia. In queste prime settimane, racconta infatti il Wall Street Journal, molti gruppi si sono ritrovati senza alcune tipologie di biscotti a causa dei problemi nelle catene di approvvigionamento globali, oppure sono stati costretti dall’inflazione — mai così alta da 40 anni — ad aumentare i prezzi: da 4 o 5 dollari a confezione sono, in alcuni casi, saliti a 6.

La carenza di biscotti è dovuta ai problemi riscontrati dal principale fornitore dell’associazione, la Little Brownie Bakers di Louisville, Kentucky, che sforna biscotti per 75 delle 111 aree geografiche in cui operano le scout, ma che quest’anno è alle prese con grandi ritardi nelle consegne e ha, di conseguenza, rallentato le operazioni di raccolta fondi. «Alcune aree non avranno conseguenze, altre non riusciranno a raggiungere gli obiettivi», ha specificato l’associazione nazionale, che si sta impegnando per distribuire equamente i biscotti, anche perché non può poi risanare i bilanci dei singoli gruppi: dai biscotti arrivano infatti circa il 70% delle entrate, con ogni ragazzina che può decidere poi come spendere quelli che ha guadagnato, spesso destinati alle attività del gruppo o ai progetti benefici.

Qualcuno ha così deciso di allungare la stagione, l’associazione nazionale invita i clienti affezionati a provare nuovi gusti, alcuni genitori «sconfinano» per trovare gli ormai rarissimi biscotti Tagalongs al burro d’arachidi: i prezzi però sono aumentati ovunque e a qualcuno è toccato raccontarne il motivo. «È assurdo che gli adulti siano obbligati a fare lezioni sui prezzi ai bambini», ha raccontato Samantha Cipolla, capo scout di East Rochester, New York, costretta a spiegare le cause dell’inflazione a ragazzini delle elementari. Più che assurdo, ha precisato al Journal la figlia Lily, 10 anni, «è noioso».

Corriere della Sera, 13 febbraio 2022 (pagina 17)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...