Si combatte in tutta l’Ucraina, in particolare a Kharkiv e Mariupol, dove è stato sferrato un attacco anfibio. Gran parte del territorio è sotto il controllo russo, con le truppe di Putin che sono arrivate a 10 chilometri da Kiev avanzando da nordovest, nella zona di Ivankiv, da nordest — Chernihiv è stata circondata — e, stando ad alcuni report, bloccando anche l’asse stradale che porta a ovest. Il presidente Volodymyr Zelensky ha inviato mezzi militari nella capitale, entrata — come ha detto il sindaco-pugile Vitalij Klitchko — in «modalità difensiva»: il ministero della Difesa e dell’Interno hanno chiesto a tutti gli ucraini di fornire informazioni sull’avanzata russa e di combattere, anche imbracciando le armi o preparando molotov. Il ministero dell’Interno ha pubblicato sul proprio sito un volantino con le istruzioni per realizzare i cocktail esplosivi e ha fornito circa 18 mila armi ai volontari: per le strade di Kiev ora si incontrano persone in jeans, o vestite da corsa, con il fucile a tracolla, racconta la Bbc.

Dall’alba sulla capitale piovono anche i missili russi
, con i cittadini che cercano riparo nelle fermate sotterranee della metropolitana. Segnalati scontri nel sobborgo di Obolov. I russi avrebbero consolidato il controllo dell’aeroporto Antonov di Hostomel, uno scalo cargo a nord ovest, dove giovedì c’è stato l’elisbarco di truppe aviotrasportate. A questo proposito alcune ricostruzioni sostengono che i commandos avrebbero subito perdite pesanti in quanto l’operazione non era stata ben pianificata.

L’esercito ucraino, a sua volta, afferma di aver fatto saltare un ponte sul fiume Teteriv, nei pressi di Ivankiv, per rallentare l’avanzata russa che pure non è stata senza intoppi e ha colpito con missili terra-terra una base aerea a Rostov Oblast, nel sud della Russia.

Dal suo nascondiglio, il presidente Zelensky ha affermato che la prima giornata di combattimento è costata la vita a 137 ucraini, mentre altri 316 sono rimasti feriti, e che i russi stanno prendendo di mira aree civili. Secondo il ministero della Difesa di Kiev, la resistenza ucraina avrebbe ucciso 1.000 soldati russi. Le medesime fonti hanno dato un particolare sugli invasori: al momento i russi hanno impiegato 60 dei 90 battaglioni tattici mobilitati, il che significherebbe diverse decine di migliaia di uomini.

Mosca ha affermato invece di aver «eliminato» 200 soldati ucraini nella battaglia combattuta intorno all’aeroporto Antonov e 13 marinai di stanza sull’isola dei Serpenti, a 300 chilometri dalla Crimea. Bisogna tuttavia fare attenzione alla propaganda e alla «nebbia di guerra», quella che nei conflitti impedisce di vedere con chiarezza la situazione.

In questa guerra, però, il concetto rovesciato: arrivano troppe informazioni, ma non tutte sono affidabili e verificabili. Per Londra, ad esempio, le vittime russe sarebbero 800, quelle ucraine 194, fra cui 57 civili. Fra i 200 missili lanciati dai russi nelle prime 24 ore, sostiene l’amministrazione americana, alcuni «hanno colpito aree residenziali civili».

Proprio perché di questa guerra si vede tutto, inoltre, le truppe russe avanzerebbero con prudenza. Gli esperti si chiedono se potranno usare la massima potenza di fuoco specie se entrano nei centri abitati e anche per questo potrebbero incontrare difficoltà: un morto a Kiev è molto più visibile di uno a Grozny o Aleppo.

Un’analista, riportando valutazioni del Pentagono, ha poi aggiunto che Mosca non sembra essere riuscita almeno fino al pomeriggio di ieri ad imporre la superiorità aerea. Forse, per un po’, «hanno perso il momento» come dimostra la mancata conquista di grandi centri. Tutto però potrebbe mutare.

Durante la prima giornata, i combattimenti erano arrivati a Chernobyl facendo temere per la sicurezza della centrale e, soprattutto, del «sarcofago» che contiene le scorie radioattive. I russi hanno annunciato di aver preso il controllo dell’area, dove durante la giornata di giovedì le radiazioni sono aumentate di venti volte, ma non a un livello pericoloso.

«Attorno al reattore di solito si ha una dose di 3 microsievert all’ora: ieri è aumentata a 65», ha spiegato alla Bbc Claire Corkhill, professoressa della Sheffield University ed esperta di materiale nucleare. «È cinque volte più di quelle che si ricevono su un volo transatlantico», ha aggiunto, spiegando che probabilmente dipende dal movimento di uomini e mezzi nell’area di esclusione di 4 mila chilometri quadrati, che potrebbe aver alzato la polvere radioattiva dal terreno. Più preoccupanti, secondo la professoressa Corkhill, sono i combattimenti nei pressi dei reattori nucleari in funzione, che non si trovano in aree isolate come Chernobyl.

Quando le truppe russe erano arrivate alle porte di Kiev, Vladimir Putin ha annunciato di essere pronto a trattare, seppure a condizioni durissime: il Cremlino chiede una «demilitarizzazione» del Paese, ovvero una resa dell’Ucraina, e si è appellato ai militari di Kiev, invitandoli a rovesciare il governo.

Corriere della Sera, 25 febbraio 2022

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