Nella notte si è combattuto alla periferia di Kiev, con le truppe di Putin che cercano di prendere il controllo della capitale ma l’esercito e i volontari ucraini che resistono: negli scontri ci sono stati 35 feriti, ha detto il sindaco Vitalij Klitchko, spiegando che ancora non c’è una forte presenza di soldati russi.

Secondo il ministero della Difesa britannico, il grosso dell’esercito moscovita è infatti ancora a una trentina di chilometri dal centro: l’avanzata è stata rallentata dagli ucraini, e i russi si starebbe riorganizzando dopo aver fallito il primo tentativo di raggiungere il distretto governativo della capitale. Secondo il governo ucraino, l’esercito avrebbe respinto anche l’assalto a una base militare nei sobborghi della città.

Giunti al terzo giorno di guerra, i soldati e i carri armati di Putin non sono ancora riusciti a prendere il controllo delle principali città ucraine, anche se i combattimenti proseguono incessantemente a Kharkiv, nel nordest, la seconda città più grande del Paese, dove l’esercito sta rispondendo all’offensiva russa, e a Mariupol, nel Donbass, il principale porto affacciato sul Mar d’Azov, dove venerdì c’è stato un attacco anfibio.

Kiev è colpita invece soprattutto da missili
, anche nei quartieri residenziali, e il sindaco Klitchko ha imposto il coprifuoco dalle 17 alle 8 del mattino: i principali combattimenti sarebbero stati sulla Prospekt Peremohy, l’autostrada che attraversa la capitale da est a ovest e che dista circa 4 chilometri dal ministero della Difesa. Sono stati segnalati scontri con nuclei di sabotatori infiltratisi dietro le linee e individuati dalle unità di difesa. Un aspetto particolare del conflitto.

Proprio nell’area di Leopoli, il sindaco Andrey Sadovyi aveva affermato che nella notte erano atterrati con tre elicotteri 60 soldati russi, ma il Servizio di sicurezza ucraino ha smentito, sostenendo che un elicottero militare ha effettuato una ricognizione e che l’informazione era falsa. Le truppe ucraine avrebbero anche respinto l’attacco a Chernihiv, nel nord, che venerdì Mosca affermava di aver circondato.

I russi sostengono poi di aver preso il controllo di Melitopol
, nel Sud del Paese, dove l’esercito di Putin avrebbe distrutto decine di mezzi, carri armati e aerei ucraini. Il ministro delle Forze armate britanniche James Heappey però smentisce, affermando che nei primi due giorni di combattimenti i russi non sono riusciti a conquistare nessuno degli obiettivi prefissati. «Melitopol compresa», ha detto Heappey alla Bbc, «che i russi sostengono di aver preso, ma noi non vediamo conferme: è ancora in mano ucraina».

Un missile russo ha colpito un convoglio militare a nord di Kiev, distruggendo un’unità terra-aria che era diretta nella capitale per unirsi alla difesa aerea della città. Secondo il ministero della Salute di Kiev, le vittime sarebbero finora 198, compresi 3 bambini, mentre i feriti sarebbero oltre un migliaio e fra loro ci sarebbero 33 minori.

Attorno alle 11.30 del mattino, il presidente Zelensky ha pubblicato un nuovo video girato nelle strade deserte della capitale, negando di aver invitato l’esercito a deporre le armi. Secondo il leader ucraino, «gli invasori» russi sarebbero 100 mila: nel pomeriggio, ha affermato il Cremlino, in assenza di negoziati l’avanzata russa è ripresa.

Intanto nell’arena entrano anche i ceceni, con un loro reparto mobilitato dal dittatore Kadyrov, buon amico di Putin. Aveva fatto la stessa cosa in Siria. Il quadro è fluido, in evoluzione. L’impressione degli esperti è che la spinta iniziale di Mosca abbia incontrato una resistenza inaspettata dallo Stato Maggiore. Numerosi video mostrano i mezzi distrutti o abbandonati. Merito dei «difensori» e conferma di come i piani a tavolino siano poi «sfidati» dal campo.

Secondo il ministero della Difesa britannico, inoltre, i russi avrebbero incontrato «acuti» problemi logistici, a cominciare dalla carenza di benzina ma anche di cibo, e dall’impiego di truppe non adeguate. Un’analisi contestata da chi invece ritiene che la progressione stia rispettando la tabella di marcia e fa paragoni con altre invasioni. Dibattiti «tecnici» mentre la guerra continua.

Corriere della Sera, 26 febbraio 2022

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...